Non solo Ternana: quando Area Tecnica e Direttore Sportivo lavorano fianco a fianco 

Non solo Ternana: quando Area Tecnica e Direttore Sportivo lavorano fianco a fianco 

Diego Foresti e Carlo Mammarella - Foto TernanaNews

Direttore dell’Area Tecnica e Direttore Sportivo possono convivere all’interno della stessa società? È questa la domanda che in molti si sono posti dopo la decisione dell’Amministratore Unico della Ternana, Fabio Forti, di reintegrare Diego Foresti affidandogli il ruolo di Direttore dell’Area Tecnica, affiancandolo a Carlo Mammarella, già presente nell’organigramma come Direttore Sportivo.

Una scelta che ha acceso il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori, soprattutto in un momento delicato della stagione e in una fase di riorganizzazione complessiva del club rossoverde. Ma si tratta davvero di una convivenza anomala? Oppure la Ternana si è semplicemente allineata a un modello già diffuso nel calcio professionistico italiano?

Per provare a dare una risposta concreta, abbiamo analizzato gli organigrammi delle 99 società professionistiche italiane (escludendo il Rimini, estromesso dal campionato). Società dopo società, categoria dopo categoria, il quadro che emerge è piuttosto chiaro: sì, Direttore dell’Area Tecnica e Direttore Sportivo possono coesistere, e in diversi casi lo fanno già.

Non si tratta quindi di un’eccezione, ma di una struttura organizzativa sempre più utilizzata, soprattutto nei club che puntano a una gestione più ampia e strategica dell’area sportiva, separando il lavoro quotidiano di mercato da una visione tecnica di medio-lungo periodo.

Serie A: una convivenza già consolidata

In Serie A, su 20 squadre totali, sono tre i club che hanno scelto di affidarsi a un doppio ruolo ben definito:

  • Bologna
    Giovanni Sartori – Direttore Area Tecnica
    Marco Di Vaio – Direttore Sportivo
  • Lecce
    Pantaleo Corvino – Direttore Area Tecnica
    Stefano Trinchera – Direttore Sportivo
  • Udinese
    Gokhan Inler – Responsabile Area Tecnica
    Gian Luca Nani – Group Technical Director

Esempi che raccontano come la distinzione dei ruoli possa diventare un valore aggiunto, soprattutto nei club strutturati.

Serie B: modello in crescita

Scendendo in Serie B, il numero cresce: 4 squadre su 20 adottano questa soluzione organizzativa.

  • Venezia
    Filippo Antonelli – Sporting Director & General Manager
    Cristian Molinaro – Technical Director
  • Reggiana
    Domenico Fracchiolla – Direttore Sportivo
    Gennaro Scognamiglio – Direttore Tecnico
  • Sampdoria
    Andrea Mancini – Direttore Sportivo
    Giovanni Invernizzi – Coordinatore Area Tecnica
  • Virtus Entella
    Matteo Superbi – Direttore Sportivo
    Daniele Rosso – Responsabile Area Tecnica e Scouting

Un segnale evidente di come la figura del Direttore dell’Area Tecnica venga utilizzata per coordinare scouting, metodologia e filosofia sportiva.

Serie C: anche nei campionati “minori” il doppio ruolo è realtà

Il modello è presente anche in Serie C, seppur con numeri più contenuti.

Girone A (20 squadre, 3 con doppio ruolo):

  • Lumezzane
    Leonardo Mantovani – Direttore Area Tecnica
    Simone Pesce – Direttore Sportivo
  • Dolomiti Bellunesi
    Simone Bertagno – Direttore Area Tecnica e Responsabile Settore Giovanile
    Jacopo Giugliarelli – Direttore Sportivo
  • Pergolettese
    Gabriele Bolis – Direttore Sportivo
    Massimo Frassi – Dirigente Responsabile Area Tecnica

Girone B (19 squadre, Rimini escluso):

  • Ravenna
    Davide Mandorlini – Direttore Sportivo
    Gianluca Oliviero – Direttore Tecnico
  • Forlì
    Cristiano Protti – Responsabile Area Tecnica
    Matteo Mariani – Direttore Sportivo
  • Ternana
    Diego Foresti – Responsabile Area Tecnica
    Carlo Mammarella – Direttore Sportivo

Girone C: nessuna società adotta attualmente questa struttura.

Alla luce di questi dati, la scelta della Ternana appare tutt’altro che isolata. Anzi, si inserisce in una tendenza chiara del calcio italiano, dove la divisione dei compiti mira a rendere più efficiente e strutturata la gestione sportiva.

La sfida, ora, sarà quella di rendere questa convivenza funzionale sul campo e nei risultati. Perché se è vero che i ruoli possono coesistere, è altrettanto vero che la differenza la fanno sempre le persone e la capacità di lavorare nella stessa direzione.