Le 5 cose che abbiamo imparato da Carpi-Ternana 0-1

Le 5 cose che abbiamo imparato da Carpi-Ternana 0-1

Marcelo Orellana - Foto Ternana Calcio

Torna l’appuntamento con la nostra rubrica “Le 5 cose che abbiamo imparato da…”. Questa volta tocca a Carpi-Ternana, vinta dai rossoverdi 0-1. Una gara dura, sporca e combattuta, ma fondamentale per il percorso rossoverde.

Una vittoria che vale più dei tre punti

Dopo due risultati negativi – la sconfitta in campionato contro l’Ascoli e quella nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Potenza – la Ternana ritrova una vittoria pesantissima, che la rimette in corsa. Non è stata una partita spettacolare, ma una vera battaglia: tanti duelli, ritmo spezzato e pochi spazi.

I rossoverdi salgono così a quota 29 punti, agganciando momentaneamente l’ottavo posto in attesa degli ultimi risultati della giornata. L’obiettivo non è un mistero: posizionarsi nel miglior modo possibile in ottica playoff. Vittorie di questo tipo, sofferte e ciniche, spesso pesano più di quelle giocate bene.

Un dato che parte da Bra

Alla vigilia Fabio Liverani lo aveva anticipato: sarebbe stata una partita decisa soprattutto dai duelli individuali. E così è stato. Una gara dura, frammentata e combattuta su ogni pallone, risolta da un episodio.
Un dato curioso però emerge guardando indietro: l’ultima volta che la Ternana, in una partita poi vinta, non ha subito gol mantenendo il vantaggio risale alla gara casalinga contro il Bra. Un aspetto che rende ancora più significativo il clean sheet di questa gara.

Orellana, l’uomo che cambia le partite

A decidere il match è stato Marcelo Orellana, entrato dalla panchina e capace di lasciare il segno dopo appena cinque minuti. Un gol splendido e soprattutto pesantissimo, che consegna alla Ternana tre punti fondamentali. Nel post-gara Liverani ha sottolineato come stia lavorando molto su di lui, spronandolo a essere più incisivo: le qualità non mancano, ora la sensazione è che stiano iniziando a tradursi anche in episodi decisivi.

Majer, personalità e coraggio al debutto

Esordio in maglia rossoverde per Žan Majer, entrato al 67’ e subito dentro la partita. Personalità, voglia di farsi vedere, ricerca continua del pallone e gioco rapido a uno o due tocchi.
Un suo errore nel finale poteva costare caro, ma la reazione è quella giusta: rincorsa disperata e intervento decisivo per rimediare. Un episodio che racconta bene il suo approccio mentale. Un debutto incoraggiante, con margini di crescita evidenti.

Panico c’è, manca solo il tempo

Giuseppe Panico ha ancora tanta voglia di dimostrare. Si muove molto, lavora per la squadra, ma trova pochi spazi e non riesce a concludere verso la porta. Qualche giocata non perfettamente riuscita, più per mancanza di intesa che per scelte sbagliate.
Lo stesso Liverani ha spiegato come certi meccanismi offensivi richiedano tempo e conoscenza reciproca. I presupposti ci sono tutti: serve solo continuità e pazienza.