Le 5 cose che abbiamo imparato da Pontedera-Ternana 2-2

Le 5 cose che abbiamo imparato da Pontedera-Ternana 2-2

Biagio Meccariello e Andrea Vallocchia - Foto Ternana Calcio

Torna l’appuntamento con la nostra rubrica “Le 5 cose che abbiamo imparato da…”. Questa volta tocca a Pontedera-Ternana, pareggiata dai rossoverdi 2-2.

Un cammino ancora discontinuo

La Ternana non attraversa un momento semplice e i numeri del 2026 iniziano a pesare sul cammino dei rossoverdi. In campionato, dall’inizio del nuovo anno, sono arrivate soltanto due vittorie, a fronte di due sconfitte e un pareggio, un bilancio che non rispecchia le ambizioni della squadra. L’ultimo successo risale al 24 gennaio, quando la Ternana si impose per 0-1 a Carpi, mentre nelle settimane successive sono arrivati risultati che hanno lasciato più rimpianti che certezze.

In mezzo c’è stata la semifinale di ritorno a Potenza, chiusa con una vittoria nei tempi regolamentari ma poi vanificata ai calci di rigore, che ha negato alla squadra di Liverani l’accesso alla finale. A seguire, la sconfitta interna contro la Torres, formazione in difficoltà e in inferiorità numerica per buona parte del match, ha confermato l’incapacità di sfruttare situazioni favorevoli. Il pareggio maturato ieri sul campo del Pontedera, ultimo in classifica, rappresenta l’ennesima occasione sprecata: il gol immediato di Pettinari aveva illuso la Ternana di poter tornare al successo, ma le difficoltà nella gestione del vantaggio hanno finito per prolungare un periodo di risultati altalenanti.

Pettinari, l’arma in più

Stefano Pettinari ha dimostrato ancora una volta che, quando è in forma, può fare la differenza anche con pochi palloni giocabili. Il gol in acrobazia al 6’ e la rete del momentaneo 1-2 al 55’, realizzata con un preciso colpo di testa, confermano il suo ruolo di punta centrale. Queste marcature mettono in luce la sua capacità di rendersi pericoloso nei momenti decisivi, anche in una partita in cui la prestazione complessiva della squadra è stata altalenante.

Le solite disattenzioni difensive

Le disattenzioni difensive continuano a rappresentare uno dei principali talloni d’Achille della Ternana e anche a Pontedera il copione si è ripetuto puntualmente. Un problema già evidenziato da Liverani alla vigilia, che sul campo ha trovato conferma, soprattutto nei momenti chiave della partita. Il reparto arretrato appare spesso fragile nella lettura delle situazioni e poco lucido nelle scelte individuali, aspetti che finiscono per vanificare quanto di buono viene costruito negli altri reparti.

Tante occasioni, pochi gol: il problema degli xG

La Ternana continua a pagare un’evidente sproporzione tra quanto prodotto in fase offensiva e quanto effettivamente raccolto in termini di gol, un problema ormai ricorrente che emerge chiaramente anche dall’analisi degli expected goals. La squadra rossoverde crea numerose occasioni da rete, spesso di buona qualità, ma la finalizzazione resta insufficiente e penalizzante.

Già nel primo tempo, al 18’, Garetto riesce a calciare sul primo palo costringendo Saracco alla respinta, ma sulla ribattuta Ndrecka manca il tap-in vincente colpendo il palo, vanificando una chance che, per dinamica e posizione, aveva un’alta probabilità di trasformarsi in gol. Lo stesso copione si ripete nella ripresa, quando al 48’ l’azione costruita dal duo Pettinari-Dubickas libera il lituano in una zona estremamente favorevole dell’area di rigore, ma la conclusione termina alta sopra la traversa, confermando le difficoltà nel concretizzare anche le opportunità più nitide. Nel finale, all’88’, arriva forse l’occasione più clamorosa dell’intero match: Donati viene servito da Leonardi completamente libero sul lato destro dell’area, con la difesa del Pontedera totalmente fuori posizione, ma il tiro finisce ancora una volta sopra la traversa.

Episodi che, letti attraverso la lente degli xG, raccontano di una Ternana capace di costruire ma incapace di capitalizzare, trasformando una produzione offensiva potenzialmente da vittoria in un pareggio che lascia più rimpianti che soddisfazioni.

Gli esordi dei nuovi acquisti

Oltre a Panico e Majer, già visti in precedenza, la partita ha segnato anche l’esordio di Mattia Aramu. Il trequartista, uno degli ultimi arrivati in casa Ternana, sembrava destinato ad attendere ancora prima di scendere in campo, come ribadito più volte dal direttore Foresti e da Liverani, che avevano sottolineato la necessità di ritrovare gradualmente il ritmo partita.
 Nonostante ciò, Aramu è entrato all’86’, riuscendo a toccare qualche pallone. Ora l’attesa è tutta per vederlo più spesso in campo, nelle condizioni ideali per incidere.