Ternana, tra proprietà privata e identità cittadina: il caso dei licenziamenti fa discutere

Ternana, tra proprietà privata e identità cittadina: il caso dei licenziamenti fa discutere

Lorenzo Modestino

La Ternana è dei ternani” è una frase che ciclicamente torna nel dibattito rossoverde, soprattutto nei momenti di passaggio societario. Uno slogan efficace, ma che si scontra con una realtà ben precisa: la Ternana è una società privata. Chi la acquista ha, nei limiti della legge, il diritto di gestirla come ritiene opportuno, assumendosi oneri e onori, successi sportivi e scelte impopolari.

Esiste però una differenza sostanziale rispetto a una qualsiasi azienda privata. La Ternana non è solo un’impresa: è un patrimonio identitario di una città intera. Ed è proprio per questo che tifoseria, opinione pubblica e ambiente cittadino non si limitano ad applaudire, ma rivendicano anche il diritto di dissentire e di chiedere spiegazioni.

I licenziamenti di Mechelli e Modestino

In questo contesto si inserisce la decisione dell’attuale proprietà di interrompere il rapporto di lavoro con due figure storiche e ternane doc: il giardiniere Gabriele Mechelli e l’addetto stampa Lorenzo Modestino. Due professionisti legati alla Ternana da decenni, ciascuno nel proprio ruolo, e da sempre parte integrante della quotidianità rossoverde.

Una scelta che ha inevitabilmente acceso il dibattito, anche perché le motivazioni dei provvedimenti non sono mai state chiarite. In conferenza stampa, alla domanda su cosa accadrà nei prossimi giorni – in particolare con riferimento al licenziamento di Modestino – il direttore generale Foresti e il patron Rizzo hanno risposto con evidente fastidio, senza entrare nel merito.

La mobilitazione del mondo giornalistico

Nel frattempo attorno alla figura di Lorenzo Modestino si è sviluppata una ampia mobilitazione. I giornalisti accreditati allo stadio, l’Ordine dei Giornalisti, l’ASU e l’USSI hanno scritto alla proprietà sottolineando come Modestino svolga il proprio incarico da 15 anni con professionalità, competenza e rigore, attraversando cinque proprietà diverse e quattro passaggi societari.

Nel documento viene evidenziato come Modestino sia stato un punto di riferimento costante per la categoria giornalistica, garantendo sempre disponibilità e confronto anche nei momenti più delicati della storia recente del club.

Alla richiesta di revoca del licenziamento si sono aggiunti circa 70 giornalisti e fotografi, in gran parte accreditati alla sala stampa del “Liberati”, oltre a circa 500 firmatari di una petizione popolare.

Nessuna risposta dalla società

Ad oggi, dalla Ternana non è arrivata alcuna reazione ufficiale. Nessuna spiegazione, nessuna presa di posizione, nessun chiarimento pubblico. Un silenzio che alimenta ulteriormente il malumore e rafforza la sensazione di distanza tra la proprietà e una parte significativa dell’ambiente rossoverde.

La Ternana può anche essere, formalmente, “di un padrone”. Ma resta una realtà che vive e respira attraverso la sua città. Ed è proprio da qui che nasce una domanda semplice, ma inevitabile: chiedere spiegazioni è davvero un atto ostile, o solo un diritto?