Rimini in crisi: l’allarme dell’assessore Lari sul destino del settore giovanile

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La situazione in casa Rimini continua a preoccupare. Dopo la decisione del tecnico Piero Braglia e del suo staff di sospendere gli allenamenti a causa delle inadempienze della società nei confronti dei tesserati, cresce l’incertezza attorno al club romagnolo. Un contesto difficile che non si limita alla prima squadra, ma che coinvolge anche e soprattutto il futuro del vivaio biancorosso.
Con un lungo comunicato, riportato dal Corriere Romagna, è stato l’assessore allo sport Michele Lari a lanciare l’ennesimo appello alla proprietà, chiedendo chiarezza sulle reali intenzioni e sottolineando la gravità del silenzio attorno al destino del settore giovanile.
Lari non ha nascosto la propria preoccupazione: “Ogni giorno emergono notizie sconfortanti sulle sorti della Rimini Calcio, tra allenamenti annullati, dirigenza ridotta al minimo e promesse non mantenute. Ma ciò che desta maggiore allarme – ha aggiunto – è il futuro dei nostri ragazzi, costretti in un limbo inaccettabile”.
Il settore giovanile fermo al palo
Secondo quanto dichiarato dall’assessore, le formazioni giovanili sarebbero pronte a iniziare la stagione, ma bloccate dai continui rinvii della società, dalle mancate registrazioni dello staff tecnico e dalle inadempienze economico-amministrative. Una situazione che rischia di trasformarsi in una vera e propria “presa in giro” per famiglie e ragazzi.
Se lo stallo dovesse protrarsi, la scelta inevitabile potrebbe essere quella di liberare i giovani calciatori, permettendo loro di trasferirsi in altre società per non perdere ulteriore tempo e occasioni di crescita. Un danno non solo sportivo, ma anche sociale e culturale per l’intera comunità riminese.
Lari ha ricordato come già dal primo incontro con la nuova proprietà del Rimini fosse stata ribadita la necessità di garantire continuità e solidità al settore giovanile, indipendentemente dalle ambizioni della prima squadra. “Non è solo una questione sportiva – ha spiegato – ma di rispetto verso famiglie e ragazzi che vivono di calcio e di sogni”.
L’appello del Comune: “Risposte subito”
L’assessore ha confermato di essere in costante contatto con il responsabile del vivaio, Pietro Tamai, e con i tecnici che, seppur schiacciati dall’amarezza, cercano di non abbandonare i ragazzi. Allo stesso tempo, il Comune si è detto vicino alle famiglie, disorientate e preoccupate, ma pronte a reagire per tutelare i giovani.
La richiesta all’attuale proprietà del Rimini è chiara: fornire risposte concrete e immediate, prima che la stagione sportiva e soprattutto la fiducia della città vengano compromesse in maniera irreversibile. “Non accetteremo – ha concluso Lari – che nel silenzio si consumi questa offesa ai ragazzi, alle famiglie e a tutta la comunità riminese”.