Alexis Ferrante: nessun coinvolgimento né denuncia nel caos pronto soccorso
L'esultanza di Alexis Ferrante - Foto Alberto Mirimao
Mai “caso” fu più presunto. E il “caso” a cui facciamo riferimento è quello che vedrebbe (condizionale, appunto) coinvolto Jonathan Alexis Ferrante per episodi di violenza avvenuti nella notte del 30 dicembre scorso al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria di Terni. Anzi per meglio dire che non vedrebbe coinvolto.
La notizia di un suo possibile coinvolgimento, era stata data dal Messaggero qualche giorno fa (e riportata nella nostra rassegna stampa insieme a tutte le altre notizie della giornata). Ma dopo un approfondimento più accurato della vicenda emergono dei dettagli determinanti che testimonierebbero come l’attaccante Ternana Calcio, il cui nome è emerso perché presente sul posto, non avrebbe avuto alcun ruolo nelle aggressioni.
Sempre il Messaggero Umbria ha infatti avuto modo di parlare con il direttore generale Giuseppe Mangiarano, della vicenda del 30 sera: “Da quanto sappiamo, il nostro calciatore non ha fatto nulla ed è intervenuto solo per calmare il fratello – ha dichiarato sempre al Il Messaggero Umbria –. Così ci ha riferito lui“. E questo viene confermato anche dall’agenti del calciatore (la BSM Management) attraverso la responsabile dell’immagine e della comunicazione del calciatore, Francesca Teodori: “Per quanto riguarda il giocatore ci preme sottolineare la totale estraneità ai fatti. Alexis Ferrante a quello ci risulta non è stato denunciato alle forze dell’ordine e non esiste nessun documento pervenuto a noi o al diretto interessato in cui risulta indagato per qualcosa”.
Ferrante, quella sera, era al Pronto soccorso perché la madre era stata ricoverata in codice rosso dopo un incidente domestico. Stando alle prime ricostruzioni, il parapiglia sarebbe nato dal diniego del personale sanitario a far accedere i familiari nella sala dove la donna era in cura. Il bilancio finale parla di undici tra medici e infermieri refertati, con l’intervento dei Carabinieri e l’avvio delle indagini. L’attaccante rossoverde, sempre secondo la ricostruzione, sarebbe intervenuto solo in un secondo momento con l’obiettivo di calmare la situazione.
