Troppo poche le presenze di Salif Dianda in questa prima metà di stagione per poter dare un vero giudizio, un giudizio che possa ritenersi attendibile che possa avere una certa rilevanza.
Tornare a giocare dopo due anni di stop per infortunio non è mai semplice, ma lo è ancor meno quando la squadra per cui giochi cambia allenatore e naviga in acque non propriamente tranquille.
Nelle sue uniche apparizioni stagionali con la Ternana, Dianda ha giocato all'altalena: una prestazione discreta contro il Perugia, nel primo derby giocato dal terzino del Burkina Faso, una prova decisamente meno convincente contro la Virtus Entella; dopo panchina e poi una distorsione al ginocchio, lo stesso operato, che lo ha costretto a rimanere a guardare le ultime partite del girone d'andata.
Davvero troppo poco per poter valutare un calciatore come Salif, al quale auguriamo una seconda parte di campionato diversa da quella vissuta fino ad oggi, senza più problemi fisici e magari con qualche apparizione in più, affinchè possa dare anche il suo apporto alla causa rossoverde.
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