Era il 5 marzo 1962 quando Libero Liberati, per allenarsi dato il ritorno della Gilera nelle competizioni, prendeva la sua moto per percorrere le curve della Valnerina, per farsi trovare pronto e in forma per le gare ufficiali, era il 5 marzo 1962 quando il Cavaliere d'Acciaio, il Ternano Volante scivolava sull'asfalto bagnato di Cervara finendo la sua corsa sulla parete rocciosa, perdendo così tragicamente la vita.
Una perdita, quella del grande campione di motociclismo, che toccò profondamente Terni e la sua cittadinanza, tanto che si decise che lo stadio della serie A, quello che avrebbe ospitato le partite dell'altro simbolo della città, la Ternana, si sarebbe chiamato come lui, Libero Liberati, e che di fronte al suo ingresso ci sarebbe stata un monumento in suo onore, opera di Carlo Lorenzetti. Il nome della Ternana e di Liberati sono da allora sempre stati insieme, sempre legati, tanto entrambi hanno rappresentato e rappresentano Terni, al punto tale da intitolare uno stadio di calcio ad uno sportivo che col calcio non aveva nulla a che fare.
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