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Tigna e tifosi per completare l’opera

A Piacenza sarà esodo rossoverde. A noi che abbiamo più di qualche anno sulle spalle ricorderà quelli storici di Arezzo o Firenze, di Celano e Cesena e via dicendo. L’elenco potrebbe diventare lunghissimo e distoglierebbe la nostra attenzione dal fatto contingente: i tantissimi ternani che saranno al Garilli per sostenere la squadra nella partita fondamentale contro la Feralpi Salò.

Ma chi ha portato ( o meglio dire porterà) tanti tifosi in trasferta? Una squadra di giovanotti giovanissimi, giovani e meno giovani che con il passare delle partite è entrata nel cuore dei ternani. L’ultima partita vinta con sofferenza contro il Catanzaro ne è stato l’esempio illuminante. Perché questa Ternana non è la squadra più forte del mondo, né della categoria e nemmeno della storia recente rossoverde. Però ha dimostrato di avere una qualità che a noi ternani piace: “la tigna”. Lo scrivo in ternano, un dialetto che sa far capire bene il peso delle parole. La tigna di quelli che vogliono arrivare superando anche ostacoli impervi, molti di questi anche imprevisti. La tigna di Distefano che sembra abbonato al gol casalingo come Raimondo lo è per quello esterno. La rabbia lucida di Casasola che ammonito in avvio ha fornito una prestazione da incorniciare pur sapendo che, diffidato, avrebbe dovuto rinunciare alla sfida di Piacenza.

Potrei andare avanti ancora parlando, uno ad uno di questi ragazzi che sono a metà dell’opera anche se, gli va riconosciuto, hanno già fatto qualcosa d’importante. Avendo trovato sulla loro strada un tecnico (e uno staff) che ha saputo lavorare in silenzio, con umiltà, con competenza cercando di adattare la Ternana ai giocatori che aveva riuscendo anche a migliorare alcuni dei tanti giovani che si è trovato a gestire.

Quindi un bravo a tutti, ancor prima di conoscere l’esito della stagione, anche a quelli, e sono tanti, che in questo finale in campo non ci possono andare ma che, come ha raccontato Breda, non fanno mancare il loro sostegno a chi in campo invece ci va.

Impresa per ora confezionata a metà. C’è da completarla e si può fare in un solo modo: battendo la Feralpi Salò che è già retrocessa ma che non farà regali, piuttosto vorrà salutare nel migliore dei modi i propri tifosi e, come ha già annunciato il presidente dei lombardi “riprovarci l’anno prossimo”.

Sarà una sfida anche di nervi con le antagoniste della zona calda. Ha aperto le danze, subito deragliando, il presidente dell’Ascoli. Forse altri gli andranno dietro. La Ternana, ne sono certo, non cadrà nel tranello e resterà concentrata sull’esito della sfida. Che potrebbe risolversi a Piacenza o rimandare la Ternana alle due partite dei play out. Ma a questo, Pereiro e compagni faranno bene a pensarci dopo. Quando potranno far conto su altri tre punti fondamentali.

Massimo Laureti

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