Ho assistito nel gelo del Liberati (era un frigo anche la tribuna stampa) alla brutta sconfitta incassata contro l’Ascoli, ho ascoltato le ire del presidente che, meno male, con qualche ora in più di riflessione ha rimesso un po’ le cose a posto. Prima avevo ascoltato in conferenza stampa Cristiano Lucarelli con il quale ho scambiato anche qualche parola nella notte di venerdì.

Poi, siccome non sono uno che vive di certezze, mi sono posto alcune domande. Per non tediarvi più del lecito mi limiterò a scrivere qui alcune delle risposte che ho provato a darmi.

Cominciamo con la partita. Brutta un bel po’, cocente la sconfitta peraltro evitabile. Ma se sbagli gol che sembrano fatti e ne regali di clamorosi agli avversari l’unico epilogo di qualsiasi partita è la sconfitta.

C’era poca gente allo stadio ma quelli che c’erano hanno sostenuto la squadra. Il presidente se n’è andato inviperito ed è esploso qualche ora dopo con la storia delle maglie da bruciare. Comprensibile che un presidente si arrabbi in casi del genere. Apprezzo la sua retromarcia, nella forma e nella sostanza.

Sotto accusa ci sono andati un po’ tutti. Non assegno la colpa ad una sola delle componenti. Sarò banale ma preferisco coinvolgere un po’ tutti come quando si vince.

Tanti si sono chiesti se sia colpa di una difesa che troppo spesso sbaglia. Errori sotto gli occhi di tutti. Ma agli eroi della serie C sono stati aggiunti giocatori di indubbia esperienza e di qualità certificata.

E’ finito sotto accusa il modulo ma è quello che ha consentito alla Ternana di dominare in C e consente a tante squadre in Italia e all’estero di ottenere risultati importanti.

Ovvio che un dubbio ha coinvolto anche il centrocampo. Inevitabile. Migliorabile, perché no. E l’attacco dove lo mettiamo. Non segna più, quindi anche i bomber sul banco degli imputati. Per qualcuno sono addirittura troppi. Ma forse si dimentica che in estate la campagna acquisti della Ternana è stata considerata eccellente proprio in virtù degli attaccanti aggiunti.

Ovviamente non se l’è cavata neppure Lucarelli: se la squadra non va l’allenatore e lo staff non possono essere immuni.

E allora, mi sono chiesto, è davvero tutto da rifare? Mi è sembrato esagerato buttare tutto all’aria perché nonostante tutto sommato i 23 punti non fanno fare salti di gioia ma neppure inducono a strapparsi i capelli. La Ternana ha saputo far meglio solo nella stagione in cui poi riuscì a mancare la promozione in serie A.

La squadra in campo s’impegna, posso solo dedurre, non potendone seguire gli allenamenti (non per mia responsabilità) che faccia altrettanto durante la settimana.

E allora mi è sembrato tutto un po’ esagerato anche perché, se la memoria non mi tradisce, l’obiettivo stagionale era la salvezza tranquilla con vista sui play off. Quella Ternana “silenziosamente ambiziosa” oggi non la vedo. Mi sembra attraversata da qualche turbolenza. Di sicuro ha perso certezze e tranquillità.

Penso possa ritrovarle e con esse un rendimento migliore soltanto con l’unità d’intenti, con il lavoro, con la consapevolezza che nessuno è immune dalle responsabilità ma che tutti possono e debbono fare meglio. Dal tecnico all’ultimo della lista.

Che lavino pure “le maglie del disonore” ma non smettano di sudarne altre con la consapevolezza che a certi livelli l’impegno può non bastare. Occorre aggiungerci, attenzione massima, carattere, qualità. Evitando gli isterismi che spesso fanno da prologo alla crisi.

Dimenticavo il mercato. Sono convinto che per una salvezza tranquilla questo organico basta e avanza ma per sognare occorre migliorarlo. Non sarà per quest’anno. Ma per favore se c’è un progetto anche a medio termine evitiamo di buttarlo all’aria come se fosse tutto sbagliato, tutto da rifare. Perché così non è. Questa è l’ultima risposta che ho dato ai miei interrogativi.

Liberi di pensarla diversamente. Alla prossima.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 18 gennaio 2022 alle 00:19
Autore: Massimo Laureti
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