Ternana-Ravenna 2-0, l’editoriale: Ternana: quello che serviva!
Fabio Liverani - Foto Ternana Calcio
Dopo un paio di settimane complicate la Ternana piazza una zampata, una reazione di orgoglio, una vittoria di prestigio. La prima contro quelle che stanno danzando nelle prime tre posizioni della classifica. Non è un particolare di poco conto. Intanto perché arriva in un periodo pieno di tensione, in cui la tifoseria iniziava a rumoreggiare, sui social cominciavano le solite campagne ternane pro o contro. E poi perché ha un valore importante sia per il morale che per le ambizioni di questa squadra.
Il Ravenna – anche con il mercato di gennaio – non ha mai nascosto la propria volontà: quella di andare in serie B. Anche senza passare per i playoff. Questa sera al Liberati non solo non si sono visti i punti di distacco fra le due squadre, ma se si è vista una squadra più pronta dell’altra, beh quella è stata la Ternana. Intendiamoci il Ravenna non ha giocato male. Ha fatto la sua partita, ha cercato di mettere in difficoltà la Ternana e ha cercato di farle male. Ma soprattutto ha cercato di non concederle nulla. Ed è qui che la Ternana ha fatto la differenza. Nella pazienza che ha avuto. Anche quando non c’erano le occasioni per poter far male la Ternana non si è disunita, ha provato ad aggirare il problema. Ha rintuzzato (perché ci sono state delle fasi anche in cui il Ravenna ha provato a fare male, alle volte mettendo anche in difficoltà la difesa rossoverde) e poi ha trovato il modo di fare male.
Non lo ha fatto soltanto con una giocata sontuosa di Dubickas, lo ha fatto anche con le occasioni create prima, con un cambio di passo e forse anche di cattiveria in campo, quella che aveva chiesto Liverani, quella che forse nelle ultime partite non c’era stata o – meglio – non c’era stata abbastanza. Ci è voluta la magia per piegare i secondi in classifica, ci è voluta anche la caparbietà di Leonardi di andare a rubare un pallone a un difensore avversario. E poi stavolta la Ternana non si è seduta. Anzi si è irrobustita e la reazione del Ravenna non ha portato nulla se non al raddoppio dei rossoverdi.
La Ternana non sappiamo se con questa vittoria spazza via le incertezze delle ultime settimane. Ovviamente ce lo auguriamo. Di sicuro acquisisce della consapevolezze. Anzi certifica quello che molti di noi hanno sempre sottolineato e che tutti (speriamo) in fondo sognano: questa squadra non è inferiore a nessuno. Non può esserlo quando hai 6 attaccanti di quella levatura (più un Aramu che può anche inserirsi in quelle rotazioni) e chi scegli scegli e va bene. Non può essere inferiore se hai il lusso di tenere in panchina anche Majer, se puoi supportare l’assenza di Capuano in maniera così efficace e luncida. Non può esserlo se batti una delle squadre più toste del girone, una di quelle che hanno vinto di più, una di quelle più equilibrate, di sicuro una di quelle che non molla mai visti i punti che sono arrivati nel finale.
Prendiamo questa partita come un anticipo di quello che potrebbe essere. Di quello che vorremmo fosse. Delle potenzialità di questa squadra. Che peraltro non è ancora arrivata al proprio limite, anzi. Ha soltanto mandato un segnale, ma non agli altri, per quello ci sarà tempo. Ma per sé stessa. Per riuscire a capire dove veramente può arrivare.
Solo che ora non deve sedersi: deve dare continuità. Deve continuare a risalire in classifica, guadagnare posizioni. Perché saltare turni (o avere vantaggi) è importante, tanto quanto avere consapevolezze.
Oggi la Ternana ha squarciato il velo di pessimismo che stava ammantando la squadra. Quello che serviva. Quello che serve. Quello che servirà da ora in poi!
