La Ternana ha perso passando dalla migliore prestazione (Foggia) alla sua peggiore stagionale. E’ un dato di fatto. Come lo è il non aver concluso mai in porta nel primo tempo e creato una sola occasione nella ripresa, quella del gol. La sensazione è che abbia perso senza giocarsela.

Lucarelli ovviamente si è inserito nel gruppo di coloro hanno sbagliato: lui è il comandante e se la barca va a sbattere la colpa è anche sua. Contestabili le scelte iniziali? Personalmente le avevo immaginate anche se avrei dato fiducia a Raicevic dall’inizio. Sui cambi poco da dire se non che Salzano da terzino mancino fin qui ha dato migliori risposte rispetto a Frascatore che pure è uno di ruolo. Non mi sembrano errori (?) tali da generare una prestazione tanto deficitaria.

QUESTIONE DI TESTA

La Ternana non c’era con la testa. Questa mi sembra la considerazione più appropriata e al di la dei gol, assurdi, incassati nelle uniche due conclusioni in porta del Catanzaro c’è un episodio che apre il campo alla mia considerazione: Falletti che cade da solo dopo pochi minuti quando se ne andava in contropiede (due contro due) con ottime possibilità di regalare il vantaggio alla squadra.

Poi il Catanzaro che di sicuro ha fatto la sua migliore partita. Anzi, detto da loro “la partita dell’anno”. Sapranno ripetersi con l’Avellino mercoledì? Comunque si è trattato di una partita fatta di aggressività anche abusando dei falli, tattici e no, pur restando nei canoni di questo campionato. Grinta, furore e voglia erano superiori a quelle messe in campo dalla Ternana che ha subito. Non sul piano della manovra nonostante quella dei rossoverdi, per le ragioni sopra espresse e per i mille errori tecnici (passaggi sbagliati anche a due metri). Ha perso nel carattere proprio perché, come sostenevo all’inizio, non c’era con la testa. Però resta una Ternana padrona del proprio destino anche se il campionato deve ancora vincerlo. Gli altri, al netto degli scontri diretti, possono solo sperare in un crollo dei rossoverdi. E come capirete, la differenza tra le due situazioni è enorme.

Resta da domandarsi perché a Catanzaro non c’è stata la solita concentrazione, la solita grinta, forse è comparsa un po’ di stanchezza mentale peso dell’imbattibilità. Appagamento dopo tanti risultati utili e con un margine in classifica tanto ampio? Può essere tutto e il contrario. Lucarelli ogni settimana ha trovato il modo di individuare un “nemico” da combattere. Stavolta ce l’aveva bello chiaro davanti ma la squadra non ha recepito il messaggio.

MA QUALE CRISI

Ternana in crisi? “Ma mi faccia il piacere” avrebbe risposto Totò. Io non ho capacità di leggere il futuro, aspetto risposte dal campo ma in me ho la convinzione che si sia trattato di un fatale passaggio a vuoto. Non dimentico dopo i 90’ di Catanzaro quello che Mammarella e soci hanno fatto dall’inizio del campionato. La prima spinta a rialzarsi deve venire dalla squadra ma serve anche il sostegno della tifoseria che pure legittimamente può criticare la prestazione di Catanzaro.

La Ternana, ovvero società, tecnico, diesse, squadra meritano sostegno, riconoscenza e fiducia per quello che hanno fatto e per quello che hanno programmato dentro e fuori dal campo. Nessuno può e deve dimenticarlo. Quindi è lecito aspettarsi comportamenti conseguenti perché la serie B non può essere considerato un bene di Bandecchi o Lucarelli ma di tutta una città che ne trarrebbe benefici incontestabili.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 02 marzo 2021 alle 10:58
Autore: Massimo Laureti
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