Ternana in altalena: ancora troppi bassi

Brutta sconfitta della Ternana al Liberati con la Torres
Definirlo momento no forse è riduttivo. Utilizzare la parola crisi è forse eccessivo. Ma che il momento sia delicato non c’è dubbio.
Sconfitta in casa per la terza volta in campionato (Ascoli, Guidonia e oggi) più una in coppa Italia, battuta otto volte (in stagione, compresa la coppa Italia di C e la coppa Italia). Non sono numeri lusinghieri. Considerata anche la penalizzazione di cinque punti relegano la Ternana all’ultimo posto disponibile per i playoff. Con il quarto posto (oggi occupato dal Pineto) che dista 7 punti (ma con una partita in meno per i rossoverdi). Giusto per capire ancora meglio il quarto posto non sarebbe rossoverde neanche senza penalizzazione (ma sempre con una partita in meno da parte della Ternana).
La situazione non è da contestazione a viso aperto, ma da borbottio sì. Anche perché questa Ternana sta cominciando a perdere occasioni proprio nel momento in cui la famiglia Rizzo ha preso in mano la società e affidata a quelli che considera in maniera incontrovertibile suoi uomini. Nel momento insomma in cui si parla meno di questioni fuoricampo, piuttosto che di calcio giocato.
Va detto che Liverani non ha mai preso questo come un alibi, anzi. Ha sempre preteso il massimo dalla squadra indipendentemente da quello che succedeva intorno. Ma il massimo ora non sta arrivando.
Nel mese di gennaio la Ternana ha vinto tre sole partite: Livorno, Carpi e Potenza la finale di ritorno. Peraltro una di queste vittorie praticamente inutile visto che poi è arrivata l’uscita di scena dalla coppa ai rigori. Nello stesso periodo tre sconfitte (di cui due in casa e una nel “derby” contro l’Ascoli) e nessun pari. Pochissimi gol segnati: 4, nonostante un reparto offensivo impreziosito ancora di più dall’arrivo di Panico. Di questi 4, sempre nel mese di gennaio, soltanto due dagli attaccanti (Dubickas con il Livorno e Orellana contro il Carpi). Addirittura se togliamo dall’equazione la partita contro il Livorno i numeri sono ancora meno confortanti. Ma si può andare anche oltre i numeri. Perché sono state anche le prestazioni a creare malumore, anche nelle partite vinte. Sia contro il Potenza in coppa che contro il Carpi in campionato la squadra ha vissuto più sugli episodi (pur meritando le vittorie nei 90minuti) piuttosto che su una partita dominata o di carattere. E così è successo che gli episodi siano stati fortunati per gli avversari.
Come è successo oggi. Nessuno può discutere della volontà e della caparbietà messa in campo dai rossoverdi. Anzi. Le palle gol sono state anche discrete e non sfruttate. Dagli attaccanti chiediamo sempre qualcosa in più, vista la qualità media. Così come si chiede una pulizia di gioco e costanza migliore.
Oggi se c’è da discutere veramente qualcosa c’è da discutere con l’arbitraggio. Come sia possibile non dare il rigore alla Ternana quando c’erano due falli e non uno (di cui uno – quello su Orellana – appena fuori area, forse di qualche centimentro: ma non doveva esserci un vero e proprio dubbio per l’FVS altrimenti veniva confermata la versione del campo??), come sia possibile poi concederlo per uno step on foot alla Torres dopo poco e di nuovo alla Ternana invece negarlo per lo stesso identico fallo.
Come è stato confusionaria la direzione arbitrale, proprio per questi motivi, così lo è stata la Ternana però. Nella gestione dell’uomo in più Liverani ha provato di tutto, ma non è riuscito ad accendere la squadra. Tante iniziative e pochissima lucidità. Buona volontà e poca qualità. Sbilanciati in avanti, scoperti dietro.
E arriva la sconfitta. E arrivano i fischi. E arriva dunque ora l’ora di riassettarsi e di tornare ad essere mentalizzati come prima. Con la consapevolezza di essere migliorati ulteriormente (almeno a guardare i curricula e i primi spezzoni in maglia rossoverde) in rosa e con la necessità di trovare nuovi equilibri.
E’ giusto anche che la piazza sia esigente, dopo tanto tempo in cui ha sopportato e supportato. Ma la tifoseria sarà contenta non semplicemente se la squadra vince ma se – appunto – vede una squadra che da tutto. Indipendentemente da quello che succede (e succederà) fuori.
