Ha tenuto banco la sfuriata di Cristiano Lucarelli nel dopo partita di sabato. Sentire un allenatore che bastona i suoi dopo l’ennesima vittoria, quarta di fila, è una rarità. Ma Lucarelli vuole vincere il campionato e sa benissimo che per farlo la Ternana non deve mai abbassare il livello di attenzione, di intensità perché la squadra più qualitativa vince quando pareggia le caratteristiche temperamentali degli avversari. Non ha digerito le troppe occasioni concesse alla Paganese e le poche trasformate dai suoi, così come i gialli evitabili di Palumbo e Paghera. Insomma, quello che aveva dentro l’ha tirato fuori, diretto come al solito.

E bene ha fatto. Questo è il personaggio e quello trasmesso è il messaggio giusto da recapitare alla squadra che ha tra le mani una straordinaria opportunità: vincere il campionato per distacco grazie agli undici punti di vantaggio accumulati sul Bari. Che non sono garanzia di trionfo ma che di sicuro mettono in mano ai rossoverdi un patrimonio formidabile da far valere fino al 25 aprile.

Un patrimonio di punti, undici appunto, che i rossoverdi, e qui sta la particolarità della situazione, hanno cominciato a costruire dalla quinta giornata di andata, quando il Bari ha riposato) i rossoverdi lo hanno fatto alla terzultima). Ma la particolarità sta nel fatto che nei primi quattro turni era stato il Bari ad imporre il ritmo con tre vittorie e un pareggio, mentre i rossoverdi, con tre pareggi e una sola vittoria, dovevano ancora trovare il ritmo giusto.

La rincorsa della Ternana è partita da un -4 (6 punti contro i dieci del Bari) ed è culminata (per ora) alla giornata numero venti con un +11 che ha del clamoroso. Certo, ha fatto la differenza la lunga serie di vittorie messe insieme dai rossoverdi dopo quell’avvio stentato (undici e record di categoria eguagliato) ma non va nemmeno trascurata la serie attuale di quattro che ha fatto seguito al pareggio interno con la Turris, un mezzo passo falso che ha rovinato un filotto di vittorie forse ineguagliabile anche se la Ternana avrebbe tempo e forza per riprovarci.

In ogni caso, dati alla mano, la Ternana ha recuperato al Bari 15 punti in 16 partite, quasi un punto per ogni gara giocata, un martellamento ai fianchi che sta facendo crollare al tappeto l’avversario come in un appassionante corpo a corpo pugilistico.

Però, e qui torniamo a Lucarelli, la questione non è risolta, ci sono ancora tante partite da giocare che nessuno tra giocatori, tecnici, dirigenti e collaboratori della società può abbassare il livello di attenzione.

Soprattutto nelle prossime due partite: Palermo in trasferta mercoledì e Casertana in casa lunedì: fare il pieno vorrebbe dire mantenere almeno l’attuale vantaggio sul Bari che, nel turno successivo dovrà sostenere il proprio turno di riposo concedendo quindi ai rossoverdi, impegnati a Potenza, la possibilità di allungare ancora. E allora sì che i giochi sarebbero quasi fatti.

Mi rendo conto però che mi sto portando troppo avanti con il ragionamento che rischia di assumere i contorni di una tabella di marcia, quella che ho sempre rifiutato, proprio come ha fatto Lucarello. E allora sotto con il Palermo. Non sarà una passeggiata perché i siciliani segnano poco ma incassano in egual misura (20 fatti e 20 subiti) hanno giocatori di qualità e una gran voglia di ritagliarsi un titolo da prima pagina. Per questo ci vorrà la migliore versione della Ternana per piazzare l’ennesimo cazzottone al fegato dell’avversario sull’orlo del ko.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 01 febbraio 2021 alle 00:00
Autore: Massimo Laureti
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