Si paga: la Ternana prova a tornare alla normalità
Claudia Rizzo - Foto Ternana Calcio
E’ bastata una frase, probabilmente emblematica, per inquadrare bene la situazione: “Se non ci sentite va tutto bene”. Così, di fatto, la presidente Claudia Rizzo, liquida il discorso scadenze federali.
E’ vero anche che – ad onor del vero – era stata la stessa società a parlare di ricalibrarsi a febbraio nel primo comunicato stampa di quella che potremmo definire la nuova era. Quasi lasciando intendere che il pagamento non sarebbe dipeso dalla possibilità economica quanto dalla volontà. E visto che ancora tutto il discorso stadio-clinica è ancora in piedi (con tutti i pro e tutti i contro), anche la Ternana lo è. Con la famiglia Rizzo.
Le scadenze federali verranno onorate, senza problemi. Questo – ovviamente – non significa senza sacrifici. Ma senza problemi. Non dovrebbe essere una notizia che una società paga gli stipendi. Purtroppo a Terni lo è diventato. In questi ultimi 30 mesi è successo di tutto: più volte la Ternana è stata sull’orlo del baratro (e i punti di penalizzazione lo stanno a ricordare) e ora il sospiro di sollievo è evidente.
La solidità della famiglia Rizzo non deve essere messa in discussione. Ribadiamo che questo non significa che possono buttare i soldi, ma il fatto di voler razionalizzare non significa non poter o non voler spendere. Da questo concetto bisogna uscirne: se la famiglia Rizzo rimarrà a Terni a lungo non lo sappiamo, ma dipende dalla vicenda stadio-clinica, dai rapporti con le istituzioni, dalle decisioni del TAR, non dalla disponibilità economico-finanziaria dei proprietari. E’ per questo che la polemica (tutta social) sul mancato ritiro di giovedì lascia il tempo che trova. E se qualcuno avesse minimamente pensato che la scelta fosse arrivata soltanto per risparmiare qualche migliaio di euro, è andato molto lontano dalla verità. Oggi la Rizzo ha voluto spiegare la natura della propria scelta (se volete anche particolare): voleva che la squadra spezzasse la propria routine, dopo i recenti risultati negativi. Poteva anche non funzionare, ma invece è andata bene. Certamente non solo per il mancato ritiro, ma magari ha potuto contribuire a invertire la tendenza. Una valutazione presidenziale. Non di natura economica, ma di gestione. Tanto più che la potenziale spesa che la società avrebbe dovuto sostenere per fare il ritiro è stata devoluta in beneficenza, senza pubblicità.
Non basta questo per dissipare tutte le nubi che comunque rimangono addensate all’orizzonte. Ma queste nubi non sono dovute alla capacità economica della proprietà, quanto alle scelte e alle decisioni da prendere per il futuro della squadra anche (e soprattutto) alla luce del progetto stadio/clinica: quello è il vero nodo della presenza della famiglia Rizzo a Terni. E su questo non abbiamo certezze, nessuno le ha. Non sappiamo quali potranno essere le decisioni che prenderà la famiglia Rizzo nel medio-lungo periodo. Non bastano certo la presenza più continua o i primi interventi diretti nella gestione quotidiana della società. Ma è sicuramente un segnale di serietà. Una serietà alla quale ci auguriamo non si abdichi mai e che anzi possa costituire una solida base per il futuro rossoverde.
