Sembra una Ternana più povera
La sede della Ternana Calcio in via della Bardesca - Foto TernanaNews
No, non parliamo di mercato. Per quello non solo ancora non possiamo dare un giudizio definitivo, ma se dovessimo darlo ora il voto sarebbe certamente alto, visto chi è già arrivato e chi ancora deve arrivare ed è in trattativa con la società.
E non parliamo neanche della solidità economica della famiglia Rizzo: hanno già dimostrato di essere in grado di gestire economicamente la squadra e di non essere degli avventurieri. E ovvio che non sono venuti a Terni per amore dei colori rossoverdi ma per spirito imprenditoriale e che quindi molto (se non tutto) è legato alla vicenda della clinica. Ma in attesa del giudizio del TAR non si stanno certo tirando indietro.
La Ternana da qualche giorno è più povera di rossoverdità, e scusate per il neologismo. Le decisioni prese dalla proprietà di allontanare, ognuno per motivi diversi ma non chiariti del tutto, Mammarella, Modestino e Mechelli hanno fatto scolorire un po’ il rossoverde di via della Bardesca.
Qui non vogliamo entrare nelle motivazioni che hanno portato al licenziamento, ribadiamo. Anche perché non le conosciamo e non conosciamo neanche i dettagli delle vicende. Ma conosciamo molto bene tutti e tre i protagonisti di questa vicenda. E siamo sicuri che hanno il rossoverde tatuato addosso.
Mammarella è arrivato a Terni da giocatore, ha chiuso la carriera con la vittoria del campionato, con il gol contro il Bari (e l’hanno prima con il gol, poi rimontato, nella finale di coppa Italia di C). Ha chiuso il suo contratto prima, spalmandosi l’ingaggio per imparare a fare un altro lavoro: quello del dirigente. Ha deciso di rimanere a vivere a Terni, si è messo sempre a disposizione della società (con qualunque proprietà), ha vissuto anche dei periodi difficili per via della salute che non gli ha impedito di essere – nel suo ruolo – un punto di riferimento. Non è che per questo doveva avere un tempo indeterminato, in rossoverde. Se una nuova proprietà, per mille motivi, decide di cambiare management (come peraltro era successo proprio a Foresti, la scorsa stagione) ha tutto il diritto. Ma senza sporcare quello che è successo in passato. Alludendo a rapporti promiscui, mettendo sullo stesso piano figure che non c’entrano niente l’una con l’altra. Sappiamo quello che diciamo: siamo noi a conoscere meglio di chi è appena arrivato Mammarella, Modestino e Mechelli.
A proposito di tempi indeterminati: certamente non lo aveva Mammarella, altrettanto certamente lo avevano gli altri due. In ruoli sicuramente importanti, ognuno nel suo campo, per una società di calcio.
Non dobbiamo parlarvi noi della comunicazione. Ad oggi ancora Lorenzo non è stato sostituito (neanche formalmente). E non averlo fatto testimonia anche una completa sottovalutazione non solo del suo ruolo ma anche del nostro lavoro. Il licenziamento (suo e di Gabriele “Lu Biondo”) è arrivato con un preavviso di 45 giorni e fino all’ultimo hanno prestato servizio, senza far mancare mai nulla a nessuno.
Se Mammarella ha scelto di rimanere a Terni a vivere, Lorenzo e Gabriele a Terni ci sono nati. Anzi potremmo dire che sono nati allo stadio. E della loro professionalità e umanità – anche in questo caso – ne sappiamo certamente più di chi oggi ha deciso che si poteva farne a meno. Anche in questo caso ovviamente non basta essere di Terni e tifosi della Ternana per essere dei bravi professionisti. E’ il mix che funziona. E che rende speciale un club. E quello che non funziona sono le motivazioni, che ancora non abbiamo capito, per l’allontanamento. Perché non può essere una ragione economica: non sono gli stipendi dei dipendenti che mettono in difficoltà un club di C ambizioso come la Ternana.
Sarà difficile trovarne di meglio, anche come professionisti. Lo auguriamo, ovviamente, alla Ternana. E ribadiamo che non è affatto una critica a chi ha già sostituito per esempio Mammarella. Il ritorno di Foresti è stata sicuramente una bella mossa, abbiamo imparato ad apprezzare il suo operato la scorsa stagione ed esattamente come era successo a Mammarella oggi, una nuova proprietà lo aveva allontanato.
La critica è per non aver capito il motivo di certe scelte o per averle mistificate. Da oggi a prescindere da chi arriverà il rossoverde della Ternana sarà meno vivido. Per la storia di questi professionisti, per il loro passato e i loro trascorsi. Che – in qualche caso – avrebbero dovuto avere un valore importante. La Ternana esisterà ancora e gli auguriamo vivamente di trovare degli uomini appassionati e attaccati al club come nel caso di Carlo, Gabriele e Lorenzo. Sempre.
