Scusate il ritardo – cosa va
Foresti, Forti e Rizzo - Foto Ternana Calcio
Verrebbe da sintetizzare così la conferenza stampa di ieri che da presentazione di Diego Foresti (ancora una volta: bentornato) si è trasformata nel primo vero approccio concreto con la proprietà e con il professor Gian Luigi Rizzo, che finora non avevamo mai conosciuto se non attraverso una piccola intervista all’inizio dell’avventura.
“Scusate il ritardo” anche nostro nel commento. Ci vuole un po’ di tempo per cercare di metabolizzare tutto quello che è stato detto (e anche non detto) nella conferenza. Tante cose buone, fra cui soprattutto quella di presentarsi finalmente alla città senza giochi di specchi. Il confronto è sempre la strada migliore: potersi guardare negli occhi (anche metaforicamente), potersi parlare, dialogare e capire i punti di vista è la base delle relazioni solide. Ovviamente ci sono dei punti che non ci sono piaciuti, avremo modo di sottolinearli.
“Scusate il ritardo” nel considerare propria la squadra: ora la famiglia Rizzo ha il pieno controllo e la piena fiducia dei propri dirigenti e delle figure apicali che governano la società. Generalmente quando si inizia un’avventura si portano subito i propri uomini di fiducia. In questo caso no. La Ternana ha agito in continuità con chi – nei mesi più duri – l’aveva tenuta a galla e ora ha cambiato idea. Tutto legittimo. Sono state spese parole importanti nei confronti di Liverani, di Foresti, di Forti e di Morcella da parte della proprietà: finora non era mai successo per nessuno (anzi per uno si…).
Abbiamo inserito anche l’avvocato Manlio Morcella nelle figure apicali della Ternana perché nonostante non abbia un ruolo nell’organigramma è certamente uno dei perni su cui ruotano le strategie del club. Ieri si è chiesto incessantemente di parlare di calcio: magari potessimo farlo. In questi mesi – purtroppo – abbiamo parlato di tutto tranne che di calcio. E quindi è naturale che anche in conferenza, per la prima volta con la proprietà, si parli di tutto il contorno. Che poi tanto contorno non è perché se la famiglia Rizzo ha preso la Ternana lo ha fatto per il progetto stadio/clinica e non perché appassionata di calcio o amante della cascata delle Marmore. E intorno alla vicenda stadio/clinica e ai rapporti con Bandecchi si sono sviluppate le strategie del club rossoverde, in cui Morcella ricopre un ruolo determinante. Ecco perché dunque inseriamo anche lui nel novero dei dirigenti rossoverdi.
Ora la Ternana, la Ternana dei Rizzo, ha una fisionomia chiara. Ha un fronte unico. Non ha bisogno di suggerimenti, di colpi di teatro, di frasi ad effetto. Ora la Ternana ha certamente bisogno di una spending review (come più volte è stato sottolineato) ma non ha bisogno di tagliare a tutti i costi in maniera indiscriminata, visto che il mercato si farà (non c’è più il vincolo della crisi d’impresa) e si farà per rinforzare la squadra e che si sta parlando di rinnovo per esempio con Donati.
Ora le tante domande (una parte soltanto è emersa ieri) che affollano la mente dei tifosi e dei giornalisti rossoverdi potranno trovare delle risposte o almeno un destinatario. Per la parte sportiva Foresti, per quella amministrativa Forti, per quella politica Morcella. Con la famiglia Rizzo a fare da collettore. Non ci sono più dubbi: non solo da parte della proprietà. Il fatto che tutto l’estabilishment rossoverde sia stato scelto personalmente dalla famiglia fa stare tranquilli i tifosi. Ora non si potrà più dire: non lo sapevo (finora troppe volte è stato detto). Ora tutte le scelte saranno ponderate e responsabili. Sia quelle in campo che quelle fuori.
Ci auguriamo anzi che ora sia Gian Luigi Rizzo che Laura Melis (sua moglie) possano essere presenti al fianco della figlia Claudia (ancora presidente, ieri assente alla conferenza potremmo definirla d’insediamento) allo stadio quanto prima. Proprio per dare forza anche alla sua figura e al suo ruolo dopo un periodo ovviamente turbolento.
E’ come se ieri ci fosse stato un passaggio di spugna sulla lavagna e si riparte da capo. Con una piccola raccomandazione (oltre le cose che non ci sono piaciute di cui parliamo altrove): di parole in questi ultimi 24 mesi ne abbiamo sentite tante. Di progettualità, di costruzioni, di settore giovanile, di proclami alla vittoria, di stadi. Non sono tante, sono troppe. Tutti finora hanno pensato di avere la giusta soluzione in tasca e poi sappiamo benissimo come è andata a finire. Chiediamo soltanto una cosa: serietà e chiarezza. Per il momento basta e avanza.
