Il restauro o la ricostruzione dello stadio Liberati come elemento chiave per la realizzazione di un grande complesso sportivo con una elevata qualità architettonica. La volontà più volte espressa dal presidente Stefano Bandecchi sta trovando convinti estimatori negli amministratori locali tanto da far sperare in un rapido e definitivo sblocco della situazione che renderebbe merito alla visione illuminata che ebbe l’ex sindaco Paolo Raffaelli: un’area interamente dedicata allo sport “Città dello sport” attigua al centro città. Un’ idea che poggiava sulla presenza dello stadio Liberati (allora in condizioni accettabili) e dell’impianto natatorio comunale ai quali avrebbe dovuto aggiungersi il palasport. Uno spazio tra la ferrovia e il fiume che poteva allargarsi comprendendo anche un altro spazio importante al di la del Nera che la Ternana Calcio negli anni ha provveduto ad acquistare. Un grande polmone verde, oltre dieci ettari, concesso alle attività professionistiche ma anche al tempo libero con il lungo percorso ciclopedonale lungo il fiume Nera.

Una visione che nel corso degli anni ha trovato, seppure con una certa difficoltà, la prevista realizzazione a cominciare dal complesso denominato “Piscine dello Stadio” che ha visto la luce negli anni della giunta Di Girolamo. La stessa che ha avviato la fase amministrativa propedeutica alla realizzazione del palazzetto dello sport “PalaTerni” fino alla conclusione della gara i cui lavori di realizzazione sono stati aggiudicati dalla giunta Latini alla ditta “Palasport Palaterni spa” controllata dalla Salc spa di Milano, unico proprietario Simonpietro Salini. Una costola, di fatto, dell’azienda che aveva realizzato in precedenza il complesso “Piscine dello Stadio” avviato dalla ditta Todini, proseguito poi dalla Salini quindi dalla Salini Impregilo.

Due impianti di grande qualità tanto da ricevere importanti riconoscimenti a livello nazionale. Il progetto PISCINE DELLO STADIO è stato finalista nella sezione Sport Leisure a cura della rivista interazionale The Plan Award 2015 ed è inserito tra i duecento migliori esempi di architettura moderna degli anni duemila.

Il progetto del PALATERNI invece è tra i sei finalisti nella sezione Sport Leisure (strutture sportive e ricreative) a cura della rivista internazionale The Plan Award 2020. A settembre la proclamazione dei vincitori.

Due progetti dello studio Baldi-Margheriti associati che stante la qualità espressa hanno fatto dell’area sportiva un grande centro d’interesse, non solo cittadino, e non soltanto per la sua evidente vocazione sportiva e che prevedono un investimento privato di circa 30 milioni.

E’ evidente a questo punto che lo Stadio Liberati, baricentrico rispetto alle Piscine (realizzate) e al PalaTerni (in fase di realizzazione) diventa l’elemento chiave di tutta l’area. La sua ristrutturazione o demolizione e ricostruzione è fondamentale per far si che l’idea di città dello sport possa prendere vita regolarmente regalando alla città un bene sportivo e naturalistico di valore inestimabile.

Il presidente della Ternana, Stefano Bandecchi, come detto, ha più volte espresso il desiderio di mettere mano ad un impianto vetusto (ha cinquant’anni), ormai inadeguato alle necessità della società, della squadra e dei tifosi.

La strada per arrivare alla soluzione del problema sembra essere stata tracciata dopo qualche scaramuccia dialettica. Il presidente di fatto si è impegnato a presentare uno studio di fattibilità che possa attingere anche ai fondi della Legge sugli stadi oltre ai finanziamenti del Credito Sportivo e avere il sostegno incondizionato delle amministrazioni comunale e regionale oltre, magari, a quello di qualche fondazione (Carit?) da sempre molto vicina alle grandi opere per lo sport.

Un intervento, quello sullo stadio, ormai improcrastinabile in una visione ampia che lega lo sport al benessere dei cittadini, la funzionalità sportiva alla qualità architettonica per far si che Terni possa dotarsi di impianti all’avanguardia ma anche di spiccata qualità, divenendo così riferimento per interventi e progettazioni simili in altre zone d’Italia com’è stato (ed è tutt’ora) per i progetti di Ridolfi e Frankl

Realizzare il nuovo Liberati vorrebbe dire risolvere anche un nodo viario (sottopasso viale Borzacchini e/o bretella Borzacchini-stadio) con possibile collegamento con l’area destinata come prima idea al centro sportivo per i giovani, Ternanello, (ora realizzato in zona Sabotino) che sarà possibile invece con una semplice variante di destinazione d’uso mettere a disposizione della prima squadra e in parte alla clinica specialistica che il presidente Bandecchi ha chiesto di poter realizzare, sempre nell’ambito della legge sugli stadi. Un piccolo ponte, anche soltanto pedonale, potrebbe collegare le due grandi aree creando un unico polmone di straordinaria importanza . Uno passo importante verso il futuro della nostra città che, stante la presenza di altre aree libere in zona, potrebbe diventare utile anche per sviluppare qualche idea riguardo all’Università nei settori dell’attività motoria e dei centri di ricerca legati allo sport.

Questo è il futuro più lontano, fondamentale sarà dare concretezza a quello prossimo con la realizzazione del nuovo stadio Liberati.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 09 agosto 2020 alle 00:00
Autore: Massimo Laureti
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