“Non era ipotizzabile ritrovarsi ad inizio 2021 con 40 punti e 6 di vantaggio sul Bari. Siamo partiti per fare una buona stagione ed essere tra i protagonisti. Vincere il campionato? Il Bari è il più titolato e forte per vincere il girone. Io scommetterei sui pugliesi. C’è ancora tanto da giocare. Per i playoff ci sono Palermo, Catania, Catanzaro, Avellino e Teramo”.

Parole di Stefano Bandecchi, stralci di un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport. Un bel secchio di acqua gelida a raffreddare gli entusiasmi della tifoseria che, almeno una parte di essa, non l’ha presa benissimo. Non bastasse, proprio nel giorno d’apertura del calcio mercato invernale lui si sciupa una battuta: “Ho consigliato al nostro direttore Leone di andare a Dubai per un mese”.

Parole che profumano di scaramanzia, che servono a tenere alta l’attenzione della squadra in una stagione che fin qui ha distribuito cioccolatini al popolo rossoverde. Un profondo cambio di strategia comunicativa. Questo è almeno quanto pensiamo. Ed è proprio per questo motivo che abbiamo provato a sostanziare con i fatti questa nostra teoria.

Un cambiamento cominciato già in estate visto che l’11 agosto dichiarava: “Ci toccherà ancora il girone C dove ci saranno squadre che hanno fame e storia. Ci faremo trovare pronti per sfidarle: ho preso Lucarelli per questo. Siamo pronti a combattere ho scelto un uomo che sa farlo”. Sempre prudente ma con un messaggio chiaro: noi ci saremo.

Tutt’altra storia rispetto a quello che nella passata stagione, per la precisione l’8 marzo del 2020 dopo la sconfitta di Avellino dichiarava: “Cosa dovrei fare ora? Cacciare tutti quelli che hanno giocato oggi e tutto lo staff tecnico perché evidentemente non ci stanno capendo nulla, compreso il sottoscritto che forse non è adatto al calcio”.

Rabbia mista a depressione, per niente celata. Il tutto intriso da frequenti punzecchiate al tecnico Gallo attraverso i social. Già perché da parecchio tempo, da più di un anno Bandecchi ha preferito Instagram alle conferenze stampa.

Una delle ultime da ricordare quella del 23 dicembre 2018, successiva alla sconfitta di Ravenna, servita per confermare Gigi de Canio alla guida tecnica della squadra e presentare il nuovo direttore sportivo (il terzo) Luca Leone. È un Bandecchi che si cosparge il capo di cenere ma che non rinuncia al pensiero positivo.

“Chiedo scusa per la scarsa lucidità che ho dimostrato nel non inserire subito un grande diesse ma adesso questo grande professionista che ho scelto ci darà la svolta. Sarà un grande collaboratore del mister e un grande braccio destro del presidente”.

I fatti gli stanno dando ragione perché Luca Leone sta facendo un grande lavoro e insieme a Lucarelli, altra scelta estremamente convincente, sta costruendo qualcosa d’importante sotto l’occhio attento del presidente. Di un Bandecchi irriconoscibile rispetto alla sua prima versione.

Ve lo ricordate? Giusto per sottoporvi il cambio radicale di atteggiamento ve lo riproponiamo.

“Con Pochesci voglio andare a giocare a Cardiff vogliamo la serie A abbiamo soldi e progetto: in due anni la serie A”. Parole e musica di Stefano Bandecchi appena sceso dall’elicottero atterrato all’antistadio nel suo primo giorno in rossoverde: era il 5 luglio del 2017. La prima conferenza stampa scoppiettante, addirittura clamorosa per uno che poi si affidò agli amici incappando in una stagione tremenda. Con tanto di retrocessione. E un giro del Liberati incassando mille insulti “perché – spiegò - volevo scusarmi con i tifosi mettendoci la faccia”.

Ecco uno degli aspetti che Bandecchi non ha cambiato: metterci la faccia. Lo ha sempre fatto e questo col tempo lo ha fatto apprezzare al popolo rossoverde.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 05 gennaio 2021 alle 00:00
Autore: Massimo Laureti
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