Va bene anche così. Con un pareggio che per come ci eravamo abituati sembra una sconfitta. Ma che se invece lo guardassimo con l’occhio neutro è una mezza vittoria. Intanto partite del genere, solitamente non le recuperi. Quando gli altri sembrano essere più “cattivi” di te, quando anche se tiri in porta non riesci a segnare (tra pali e errori clamorosi degli attaccanti della Ternana o centimetri che fanno la differenza) prenditi il 2-2 a vai in vacanza. La Ternana segna ancora, su due calci piazzati, entrambi realizzati da Falletti, che salva la faccia, almeno.
La Ternana avrebbe anche potuto vincerla la partita, intendiamoci. Senza dubbio. E sarebbe stato anche meritato. Perché queste 11 vittorie di seguito ci tolgono l’obiettività: due gol, due occasioni di Partipilo, una di Raicevic, quella di Peralta. Solo per citare le più clamorose. Se la Ternana avesse vinto non avrebbe rubato assolutamente nulla.
Avrebbe anche potuto perderla però. Perché la Turris ha avuto delle occasioni per fare il terzo gol. Non è stato così, è stata una partita difficile, complicata. Forse nel momento peggiore della Ternana, almeno a livello fisico, sicuramente per gli infortuni che comunque si fanno sentire.
Lucarelli ha provato a cambiare in corso anche il sistema di gioco, per cambiare faccia alla Ternana. Non è riuscito a cambiare ritmo, ma comunque la reazione c’è stata, indipendentemente dal sistema. Si è passati a una difesa a 3, ha provato a mischiare le carte. Ha avuto grandi occasioni con Raicevic e Partipilo, ha creato i presupposti per strappare addirittura la vittoria, con Peralta che con il tiro a giro ha fatto venire i capelli bianchi ad Abagnale. E’ vero, ha rischiato anche dietro, anche con il cambio di sistema di gioco.
Evidentemente non è una questione di numeri, di posizioni. Ma di stanchezza, di testa. E allora questo pareggio ci porta anche a delle riflessioni più ampie. Intanto ci da la dimensione di quello che ha fatto la Ternana finora: vincerne 11 di seguito, in C non è uno scherzo, non è una passeggiata. Questa Ternana lo ha fatto con una scioltezza che oggi porta il tifoso rossoverde ad essere amareggiato.
I numeri invece dicono un’altra cosa: primo posto in classifica, più 7 per il momento sul Bari (che deve vincere la prossima partita con il Palermo se vuole accorciare a meno 4), miglior attacco del campionato, record eguagliato di vittorie consecutive in tutta la C. A Bari possono anche festeggiare, ma sono dietro. Devono sperare che la Ternana sbagli ancora. Un passaggio meno brillante ci può anche stare, e se il passaggio meno brillante coincide poi con un pareggio contro la squadra rivelazione della C allora questo ti da lo spessore di quello che ha fatto finora la squadra.
La Ternana va in vacanza con la testa nel carroarmato e con un vantaggio da poter gestire. Il destino è nelle proprie mani, e ci avremmo messo non una ma due firme ad inizio campionato. La squadra, anche in difficoltà, non ha mai barcollato in questa prima parte di campionato e ha sempre dato la sensazione di essere padrona. Anche stavolta. Con un’identità ben precisa. Poi se in una partita steccano i tuoi due difensori centrali e l’attaccante ci può stare. Generalmente che perdi: e invece hai pareggiato. 
La Ternana ha dimostrato anche oggi di essere forte. Di essere strutturata, anche quando non riesce ad andare a 100 all’ora. Ma la propria anima non l’ha mai persa. E questo è il più bel regalo di Natale che poteva capitare a Terni.
Un gruppo, una squadra, un’idea. E con questi ingredienti si vincono le partite. Anzi i campionati.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 20 dicembre 2020 alle 17:13
Autore: Ternananews Redazione
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