Lungi dal sottoscritto il voler indicare nel famoso "fattore C" la causa determinante dello straordinario campionato che le Fere stanno disputando.

Al contrario va segnalata una curiosa coincidenza:

La Ternana ha rifilato 5 gol a tutte squadre la cui iniziale era la lettera C (Catanzaro, Cavese, Casertana e Catania.

Strano, no?

Peccato che nel girone non ce ne siano altre...

Se ho voluto iniziare questo editoriale con questa annotazione è semplicemente perché qualcuno (specie dalle parti di Avellino e di Bari) continua a dire che la Ternana sia innanzitutto fortunata.

Effettivamente quando una squadra ottiene 18 vittorie su 23 partite, quando segna 61 gol e ne subisce soltanto 16, quando è l'unica squadra imbattuta in Europa nei 5 maggiori campionati professionistici (ed in generale ce ne sono altre due di squadre imbattute, ma militano in tornei meno prestigiosi), bisogna riconoscere che le Fere sono veramente tanto, ma tanto fortunate...

E allora ha fatto bene lo speaker del Partenio-Lombardi di Avellino a gridare ai quattro venti alla fine della vittoriosa partita di lupi contro il Foggia

" e adesso andiamo a prendere la Ternana" !

Perché come giustamente sosteneva Tonino Guerra "l'ottimismo è il profumo della vita".

Poi tra il dire e il fare (ovvero,e le Fere) ci sono di mezzo 12 più 1 punti di vantaggio della Ternana sugli irpini, il recupero di una partita tutt'altro che impossibile a Potenza, una partita da giocare al Liberati,una superiorità imbarazzante su tutte le altre e via discorrendo.

Pertanto il simpatico speaker avellinese dopo aver sognato, rischia di svegliarsi tutto sudato...

Sarebbe comunque il caso di farcela finita tutti quanti di avere paura delle avversarie, si chiamino esse Bari, Avellino o Paganese.

Rispetto per tutti gli avversari, paura nei confronti di nessuno!

Questo è un campionato che i "nostri" potranno perdere soltanto se decideranno di suicidarsi.

Ma diciamocelo anche chiaramente e una volta per tutte: questa Ternana non c'entra niente con il campionato che sta disputando, tanta la forza del gruppo, la classe dei singoli, la qualità del gioco sviluppato.

Certo, ci vorrà sempre tanta rabbia, tanta grinta, tanta determinazione e tanta concentrazione.

Quella concentrazione, a voler guardare il pelo nell' uovo, che qualche volta la Ternana smarrisce, ma che poi puntualmente ritrova (vedi partita con il Catania).

L' importante, per dirla alla Lucarelli, è di restare tutti dentro al carro armato, massicci e incazzati, fino all'ultimo minuto della partita del 25 aprile.

Se poi ci sarà la possibilità di uscire dal Tank prima, ben venga.

Ma intanto occupiamoci di una partita per volta, da affrontare come dice Bandecchi come una finale di Champions, a cominciare da quella di domenica prossima a Foggia, dove incontreremo una squadra senz'altro pericolosa e a caccia di riscatto dopo la batosta rimediata proprio ad Avellino.

Senza contare che, come sempre succede, la partita contro l' imbattuta Ternana è la partita della vita...

Ma sono perfettamente convinto che se le Fere giocheranno da Fere non ci sarà trippa nemmeno per i "satanelli".

Chiudo questo editoriale uscendo dal seminato calcistico per parlare un attimo della querelle scatenata da un noto sindacato nei confronti del progetto del nuovo stadio e della clinica privata avanzato da Stefano Bandecchi.

Che io sappia un sindacato si dovrebbe sempre adoperare per la tutela del lavoro, dei lavoratori, e per lo sviluppo dell'economia locale e nazionale.

Specie in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo.

Frapporre ostacoli, illazionare riserve a tutela non so di chi e di che cosa, nel momento in cui viene posto sul piatto della bilancia di un'economia depressa come quella Ternana (vedi Treofan) un progetto fatto di sviluppo e di occupazione, significa non curare l'interesse dei lavoratori e quindi andare contro la propria funzione istituzionale, magari strizzando l'occhio a qualcuno cui tutto ciò non interessa.

Qui la chiudo.

E ora torniamo tutti dentro al carro armato!

Sezione: Editoriale / Data: Ven 19 febbraio 2021 alle 00:00
Autore: Massimo Minciarelli
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