Una vittoria appassionante come sanno esserlo soltanto quelle in rimonta, che ti tengono col fiato sospeso, che ti iniettano il seme della preoccupazione poi quello della speranza e, infine, fanno esplodere la tua gioia. Una bella trama per un film la partita tra Ternana e Bari; una trama che avrebbe meritato di rappresentare l’ultimo film della stagione, quello della consacrazione rossoverde.

Però stante il vantaggio accumulato (9 punti e scontro diretto a favore) la partita con l’Avellino è quasi chiusa visto che alla fine mancano otto partite per gli irpini e nove per la Ternana. Ma non è finita, guai crederlo. C’è bisogno di compiere ancora uno sforzo, di piazzare qualche altro successo per far si che nessuno possa più mettere in dubbio l’esito del torneo di serie C. Un torneo, o meglio un girone, che la Ternana ha dominato e che proprio contro il Bari ha dato la sensazione di poter continuare a farlo.

Contro il Bari la Ternana è andata sotto in avvio, poteva crollare sotto i colpi dei pugliesi. Invece ha tenuto nella fase più delicata poi, lentamente, è uscita fuori con la forza, il coraggio, il grande cuore e la tecnica. Il gol allo scadere con protagonisti i due più attempati del gruppo, per giunta i due terzini è la dimostrazione chiara che la Ternana la partita l’ha ribaltata con il cuore e con la testa. Fantastica.

Avere tra i protagonisti Mammarella e Defendi non è una novità per questa squadra che concede gloria a ogni suo componente. Ma nella giornata ha aggiunto un altro tassello ad un puzzle formidabile: Kontek nel tabellino dei marcatori.

Con lui sono diventati 19 i rossoverdi in gol fino ad ora. Può sembrare un fatto d’importanza minore invece, a mio avviso, è quello più importante perché è la dimostrazione di una coralità di manovra entusiasmante, di una superiorità schiacciante. Pensate, in serie A l’Atalanta è andata in gol con 16 giocatori e anche in Europa nessuno ha saputo fare meglio della Ternana.

E non è finita qui perché ci sono ancora partite da giocare, Celli, Frascatore e Russo, gli unici due della rosa ancora a secco oltre al giovane Onesti (per lui 20’ in due spezzoni) e ai tre portieri, potrebbero avere l’occasione per timbrare il proprio cartellino e aggiungersi alla lista. Ma si tratta di difensori che per giunta hanno giocato molto meno degli altri. Celli deve ancora bagnare il suo campionato, Frascatore ha messo insieme 657’ in 11 presenze, Russo 336’ con 8 gettoni. E poi ci sono Diakité (4 presenze 337’) e Bergamelli (41’ in 2 presenze) che da gennaio sono fuori lista.

Insomma, c’è stata gloria per tutti e altra potrà essercene per una squadra che non finirà mai di stupire, che magari ha avuto per un istante la “sindrome del braccino”. Ma così fosse è stata roba assolutamente passeggera, del tutto insignificante all’interno di una stagione da incorniciare che avrebbe meritato soltanto di essere osannata allo stadio da migliaia di tifosi.

Non è potuto succedere per colpa della pandemia: pazienza. La voglia di rifarsi del torto subito sarà un componente in più da inserire nel motore della squadra che (scongiuri d’obbligo) l’anno prossimo potrà farsi apprezzare su altri palcoscenici.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 16 marzo 2021 alle 00:00
Autore: Massimo Laureti
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