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C’era una volta il detto …”squadra che vince non si tocca”…

Cosa ti è successo mercoledì scorso, Ternana mia?

Partita affrontata con troppa sufficienza?

Overdose di indigesta euforia ?

Sindrome di inopportuna superiorità?

Delirio di onnipotenza di qualcuno?

Forse tutto questo insieme…

Fatto sta che la figuraccia rimediata dalle Fere al San Vito Marulla ha lasciato il segno in una tifoseria sin troppo esaltata dalle due partite vinte abbondantemente col Pordenone e, soprattutto, col Vicenza.

E il risveglio è stato fin troppo brusco.

Ma quello che più mi ha sorpreso in negativo è stata l' autentica e – lasciatemi dire – del tutto inopportuna rivoluzione che Lucarelli ha voluto apportare alla squadra che tanto bene si era comportata col Vicenza, togliendo addirittura all' inizio 5 tra i giocatori più forti della rosa rossoverde.

E dire che uno dei detti più "collaudati" del calcio è "squadra che vince, non si tocca"…

A nulla è bastata la generosità dei sostituti, non supportata però da altrettanta qualità tecnica.

Da rilevare inoltre i soliti limiti espressi da una difesa che appare da sempre troppo lenta e, quindi, facilmente aggirabile in velocità (17 gol subiti in 10 partite sono troppi).

Regalare poi agli avversari sin dall' inizio un centrale del calibro di Sorensen non suona a lode del tecnico rossoverde, le cui scelte nell' occasione sono state indubbiamente infelici.

Al pari della rivoluzione operata a centrocampo, dove la presenza contemporanea di Proietti e Palumbo appare a mio avviso è imprescindibile, come quella di Falletti immediatamente più avanti.

Tutto da buttare, dunque, quello che è scaturito dalla trasferta in Calabria?

No, qualcosa va salvato.

Prendiamoci la lezione di umiltà che deve necessariamente scaturire da questa sfortunata, autolesionistica prova, forse affrontata con troppa leggerezza e troppa convinzione nei propri mezzi.

E che serva da lezione da tutti!

Certo, aver perso contro una squadra oggettivamente non eccelsa come quella cosentina (ma diciamo pure mediocre…!), regalando alla stessa addirittura tre gol, non suona a gloria dei rossoverdi.

Ma l' importante è non drammatizzare (il campionato è ancora troppo lungo) e, ribadisco, fare tesoro dei tanti, troppi errori a 360 gradi commessi nell' occasione.

L' impegno assiduo c'è stato , la generosità non è mancata, ma alla fine, come sempre accade, la ragione se l' è presa chi ha buttato il pallone dentro.

E a nulla è valso schiacciare il Cosenza all'interno della propria area di rigore per quasi tutta la partita, perché anche i troppi sbagli sotto porta alla fine hanno finito per far pendere la bilancia dalla parte opposta.

Letteralmente poi da notte di Halloween (o se preferite da "Oggi le comiche") i 2 calci di rigore consecutivi sbagliati da Donnarumma, a conferma di una partita nata male e finita peggio.

Ma il rigorista non era Falletti…?

Una serataccia, in fondo, ci può stare e va accettata; però a questo punto è necessario un profondo esame di coscienza da parte di tutti, a cominciare da mister Lucarelli che certo questa volta non è esente da pesanti responsabilità.

Perché ci può stare una logica turnazione dati i ravvicinati impegni di campionato, ma stravolgere completamente una squadra vincente e convincente come ha fatto il tecnico livornese nell'occasione non è assolutamente accettabile. 

E questo al di la della stima giusta e legittima che resta intatta nei confronti del mister rossoverde.

Ma quando anche il tecnico sbaglia (e di che tinta stavolta!) è giusto che lo stesso si assuma tutte le responsabilità del caso, facendo opportunamente ammenda degli errori commessi.

E se magari avesse pensato che anche in questo campionato, come l' anno scorso, sarebbe bastato pescare dalla panchina per avere il medesimo risultato vincente, sappia che quest'anno la cosa non è assolutamente così: perché in Serie B le differenze tecniche tra i giocatori purtroppo si vedono.

Chiudo dicendo che se qualcuno leggendo queste righe si dovesse essere piccato per il "delitto di leso…allenatore" commesso da chi scrive, si sappia che  "incensare" a prescindere oltre a non essere logico, non paga assolutamente.

E stavolta si è visto assai bene!

Ora si attende un pronto riscatto contro il pericoloso Como di Giacomo Gattuso.

Perché fortunatamente il campionato offre subito la possibilità della rivalsa.

Ma, per favore, mai più come a Cosenza!

Tutti.

Massimo Minciarelli

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