E così il prossimo 23 settembre inizierà ufficialmente per la Ternana la stagione calcistica 2020/2021.

Sarà l'Albinoleffe ad incrociare le armi con le Fere nel primo turno di Coppa Italia; poi, se i rossoverdi batteranno la squadra lombarda, si andrà a far visita all' Entella Chiavari.

Il 27 poi dovrebbe iniziare il campionato.

Questo almeno sulla carta, perché non è detto che le cose possano poi improvvisamente cambiare a seconda dei controversi umori del Palazzo e/o delle "interferenze" di coloro che ci stanno governando.

Unico dato certo è che, se si giocherà, lo si farà a porte chiuse.

Perché pare che questo stramaledetto virus abbia proprio in antipatia il gioco del calcio...

Colpa dell' "assembramento"!

Eh si... Si possono fare tante cose pure in tempo di Covid, ma allo stadio non ci si può andare per colpa dell' assembramento.

Come se in uno stadio come quello di Terni, della capienza di 20.000 posti, non fosse possibile sistemare 5.000 persone magari utilizzando un sedile ogni tre, in modo da garantire il distanziamento.

Figuriamoci in uno stadio come il Meazza di Milano o l' Olimpico di Roma.

"E invece no", dicono i nostri solerti "tutori", perché bisogna evitare gli assembramenti all'uscita dallo stadio.

È vero: all'uscita dallo stadio ci potrebbero essere degli assembramenti, anzi, ci sarebbero sicuramente date le ridotte dimensioni degli ingressi.

Saggia decisione dunque.

Peccato però che secondo queste "menti elette", questi "scienziati e governanti dell'ultima ora", questi rischi non si corrono in altri luoghi destinati al divertimento o alla socializzazione.

Perché, per esempio, non esistono all'uscita dal cinema e dei teatri, perché è noto che gli spettatori escono uno ogni quarto d'ora...

E perché non si verificano in altri posti deputati alle pubbliche riunioni, dove si svolgono feste e manifestazioni delle quali si potrebbe fare tranquillamente a meno.

Sempre per evitare il rischio di contagio...

Solo allo stadio!

Resta in ogni caso il fatto che una partita di calcio priva della presenza del pubblico perde buona parte del suo fascino, oltre a costituire un oltraggio per i tifosi che pagano il biglietto e gli abbonamenti.

Ma si sa, ormai nel business pallonaro contano solo i diritti televisivi e quindi c'è poco altro da aggiungere.

Bisognerebbe andare a raccontarlo a tutti gli appassionati delle squadre del variegato mondo dei Dilettanti, fino alla Seconda Categoria e sentire cosa ne pensano; magari cominciando dai dirigenti delle società, che sfornano quattrini senza avere il benché minimo ritorno economico.

Insomma, in poche parole stanno uccidendo il calcio.

O, per meglio dire, "anche" il calcio.

Ciononostante Pàtron Bandecchi sembra essere tutt'altro che intenzionato a seppellire l'ascia di guerra. Anzi!

Il "colpo del secolo" costituito dal ritorno in rossoverde di Cèsar Falletti ( strappato all'assiduo corteggiamento di Mimmo Toscano) sta testimoniare che il presidente è intenzionato a puntare al bersaglio grosso.

E siamo tutti convinti che il talento urugagio sia un autentico lusso per la categoria, tale da poter sconvolgere in qualsiasi momento gli equilibri di una partita.

Senza dimenticare l'ingaggio di Peralta e degli altri giocatori che arriveranno a breve (verosimilmente in difesa), per rafforzare una rosa già di per sé assai competitiva.

E che sia competitiva lo dimostrano le prestazioni sicuramente convincenti delle ultime amichevoli disputate.

Certo, il lavoro per Lucarelli e per Leone è ben lungi dall'essere terminato, ma se il buongiorno si vede dal mattino si può sperare in un campionato ad altissimo livello.

Peccato la variabile di cui all'inizio di questo editoriale...

Quindi, per adesso (e per chissà quanto altro tempo) potremo solo coltivare i nostri sogni di gloria, prepararci a vedere le partite delle Fere su quella piattaforma pseudo televisiva per la quale preferisco non spendere aggettivi ed affidarci ai racconti degli addetti ai lavori.

Una prospettiva tutt'altro che esaltante per chi è abituato a vivere il calcio in diretta, dentro lo stadio, alitando fiato e passione sul collo dei giocatori.

Ma tant' è...questo è il 2020.

Anno bisesto...anno funesto!

Speriamo che passi presto.

E che, soprattutto, non venga peggio...

Sezione: Editoriale / Data: Gio 10 settembre 2020 alle 00:00
Autore: Massimo Minciarelli
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