Ha ballato solo per una stagione la Feralpisalò nel suo comunque storico valzer in Serie B. Dopo la retrocessione, il presidente Giuseppe Pasini ha tracciato il bilancio e dettato già le linee guida della ripartenza in C. Non senza polemiche. Non tanto nei confronti della sua squadra, anche se ha ammesso che qualche giocatore avrebbe potuto rendere di più, piuttosto verso il Comune di Salò, che secondo lui non ha fatto nulla per provare a mettere il club nelle condizioni di poter giocare nel proprio stadio, e anche nei confronti delle direzioni arbitrali soffermandosi sul Var. «Se siamo retrocessi – ha detto Pasini – è anche perché abbiamo commesso errori dettati all’inesperienza. La B è proprio tutto un altro mondo rispetto alla C e ormai il calcio è cambiato, con fondi esteri e proprietà che possono mettere a bilancio budget da oltre 20 milioni di euro mentre noi abbiamo fatto il massimo per averne uno da 7 milioni. Ci sono giocatori che non hanno reso come pensavo o altri che sono venuti a Salò solo per curarsi e una volta guariti hanno voluto andare in un’altra squadra. Ciò che però più è pesato è stato il dover giocare le partite casalinghe a Piacenza, davanti a pochi tifosi».
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