CdU - La cronaca di Ternana-Novara

 di Stefano Bentivogli Twitter:   articolo letto 88 volte
CdU - La cronaca di Ternana-Novara

Serviva una vittoria alla Ternana ma i tre punti non sono arrivati. Ne arriva uno che non cambia sostanzialmente la classifica e soprattutto l’umore dell’ambiente: i rossoverdi si trovano ora al penultimo posto, vista la sconfitta casalinga dell’Ascoli contro il Foggia, ancora con un gioco parente alla lontanissima di quello espresso alle prime giornate. E visto che i tifosi delle Fere devono rinunciare ai tre punti ecco che lasciare sul campo anche l’intera posta al momento pare un prezzo troppo alto. La squadra non decolla e dà l’impressione, come c’era da aspettarsi, di poter alzare i giri del motore soltanto quando va sotto a subito pareggia. A quel punto il Liberati ha iniziato a crederci: prima soltanto qualche fiammata, anche se c’è da dire che i rossoverdi hanno battuto sedici calci d’angolo. Insomma la squadra ha tenuto bene il campo, anche se davanti di occasioni non se ne sono viste molte rispetto a quanto erano abituati i sostenitori di Pochesci. E allora ecco che ne ha approfittato il Novara di Corini, che ha messo in mostra un giro palla ben organizzato e pronto a trasformarsi in un gioco molto efficace per tutti i novanta minuti. Per la Ternana dunque si profila un’altra settimana di incertezza: sabato prossimo insidiosa trasferta proprio a Foggia prima del derby casalingo.   

In campo – Dunque le Fere all’inizio optano per la difesa a quattro, centrocampo a tre, trequartista e due attaccanti. In sostanza la stessa formazione mandata in campo a Cittadella con la sola differenza di Montalto al posto di Albadoro. Favalli pronto a spingere di più a sinistra rispetto a Valjent da quest’altra parte. Risponde il Novara con una linea mediana a cinque, con Corini che deve fare a meno di Sansone e Maniero nel reparto offensivo, sostituiti da Macheda e Da Cruz. E dopo quattro minuti il tecnico ospite deve subito cambiare, perché Chiosa accusa subito un problema muscolare. Al suo posto ecco Del Fabro, che sarà uno dei migliori in difesa. Gara equilibrata all’inizio, con la Ternana che cerca di arrivare il prima possibile sulle punte, mentre il Novara punta a presentarsi sulla trequarti con giocate palla a terra. Il più in forma delle Fere pare Carretta, che prima arriva per due volte sul fondo e crossa, ma Montalto non riesce a capitalizzare, poi si conquista una buona opportunità approfittando di un buco della difesa, ma Montipò è bravo a restare in piedi fino all’ultimo e a spedirgli la conclusione sul fondo. Qualche fiammata rossoverde e poco altro: dall’altra parte la chance buona capita sui piedi di Macheda, che conclude malamente una grande azione corale dei suoi compagni spedendo il pallone a lato a pochi metri da Bleve. Prima del fischio finale due proteste dei rossoverdi per due presunti falli in area di rigore. Prima Defendi controlla di testa e viene spinto da dietro da Golubovic in maniera energica. Fallo che si poteva fischiare. Come si poteva fischiare anche la trattenuta di Mantovani su Montalto poco dopo. Per l’arbitro è tutto regolare e il primo tempo si chiude senza gol.

La ripresa – Il secondo tempo inizia con la formazione di Pochesci riversata in avanti: le Fere collezionano quattro calci d’angolo quasi consecutivi, schiacciando il Novara in area di rigore per una decina di minuti. Non arrivano però buone occasioni per i rossoverdi. Dopo un quarto d’ora Pochesci cambia: fuori Angiulli e dentro Finotto, una punta al posto di un centrocampista. L’intento ovviamente è quello di lanciare la Ternana a trazione anteriore che tanto piace al tecnico romano. I rossoverdi dunque si schierano con una sorta di 4-2-3-1, con Paolucci e Defendi a proteggere la difesa e quattro uomini pronti ad attaccare. Il nuovo disegno tattico però non porta frutti: la partita infatti si trascina avanti stancamente senza grosse emozioni né da una parte né dall’altra. Anche perché gli uomini di Corini tengono bene in difesa e puntano a mantenere il possesso palla. Con il passare dei minuti gli ospiti crescono fino ad arrivare al gol del vantaggio. Signorini si fa saltare e lascia l’uomo libero di arrivare sul fondo, palla dentro per Da Cruz che di destro in diagonale fa secco Bleve anticipando Valjent. Gol che dunque gela il Liberati. Pochesci allora corre ai ripari: fuori Favalli e dentro Albadoro, con le Fere schierate con il 3-3-1-3, tutti all’arrembaggio. Il tecnico è fortunato perché pochi secondi dopo ecco il pari proprio di Valjent, che capitalizza al massimo una palla sporca in area avversaria calciando forte di sinistro sotto la traversa. Pari dunque per i rossoverdi, che a quel punto si riversano in avanti sulle ali dell’entusiasmo. Ma prima del fischio solo un brivido per le Fere per un fallo in area di Gasparetto: anche in questo caso il rigore pare esserci.