Rosso&Verde - Il semaforo di Ternana-Potenza

02.09.2019 16:00 di Marina Ferretti   Vedi letture
Rosso&Verde - Il semaforo di Ternana-Potenza

Verde: vincere aiuta a vincere, pure con pazienza. 
Diciamo la verità, non vincere ieri, in uno stadio tutto rossoverde e con quella cornice di pubblico (non saranno stati i 12000 abbonati, ma comunque era tanto tempo che il Liberati non era così caldo e pieno), sarebbe stato un peccato! La partita non era certamente semplice, il Potenza è una squadra (e tale si è dimostrata) ostica e rognosa da affrontare, eppure i tre punti sono arrivati, gestendo, ragionando e senza fretta. Perchè se la vittoria di Rieti è stata bella anche per il risultato rotondo, ampio, importante, quella di ieri contro il Potenza lo è stata altrettanto perchè è stato un successo arrivato e costruito con pazienza. Saper gestire una partita dura come quella di ieri, contro una squadra tignosa e con una temperatura tutt'altro che ottimale, mantenerla sempre aperta e poi saper approfittare del momento giusto (nonostante ce ne siano stati diversi, di momenti giusti), è stata la vera ciliegina sulla torta. In altre occasioni forse la Ternana avrebbe avuto fretta di chiuderla e si sarebbe aperta, avrebbe concesso il fianco a facili ripartenze: ieri invece la squadra di Fabio Gallo ha voluto ragionare prima di agire, dimostrando che si può vincere pure con un gol solo e pure nel secondo tempo. 

Rosso: la superiorità numerica. 
Paradossalmente, giocare in superiorità numerica non ha rappresentato un vantaggio per la Ternana, che al contrario ha rischiato in maniera maggiore in quei frangenti che durante tutta la partita. Con il Potenza rimasto in dieci e con l'ingresso fra i rossoverdi di giocatori ancora freschi, la squadra si è schiacciata troppo e abbassata in difesa, concedendo un po' troppo agli avversari, come se la paura di prender gol quando nessuno se lo sarebbe mai aspettato avesse un po' paralizzato le gambe rossoverdi. Sicuramente il caldo torrido del Liberati avrà messo il suo zampino in questo chiudersi in difesa, ma la sensazione è che il timore di veder sfumare la vittoria non sia un male del tutto debellato in casa Fere.