Le 5 cose che abbiamo imparato da Ternana-Entella 0-1

11.02.2018 08:00 di Alessandro Laureti  articolo letto 1112 volte
Le 5 cose che abbiamo imparato da Ternana-Entella 0-1

1. 5 legni, sì questa è sfiga

Abbiamo imparato che la Ternana è anche sfortunata. Partendo dal presupposto che un vincente non è mai “sfigato” e che di conseguenza chi perde ha sempre di che lamentarsi contro l’Entella la sconfitta fa doppiamente male. Perché “immeritata” come detto anche da Roberto Aglietti, allenatore dell’Entella e perché inchioda le Fere in ultima posizione. Però colpire 5 legni in una sola partita senza segnare nemmeno un gol ha del clamoroso. 

2. La Ternana tradita puntualmente dai suoi uomini migliori

Abbiamo imparato che in questa stagione tutti hanno avuto un ruolo negativo, nessuno escluso. Contro il Cesena i rossoverdi sono stati traditi da un errore, il primo del match, di Martin Valjent. Un intervento mancato che ha spalancato il campo a La Mantia per il gol vittoria. E Plizzari non è riuscito a metterci una pezza, quando invece avrebbe potuto... Ma è dall’inizio della stagione che gli errori dei singoli, anche i più importanti, costano gol e di conseguenza punti alla squadra.

3. La piazza si è svegliata, in ritardo. Pure troppo

Abbiamo imparato che la piazza si è resa conto di come sta andando la stagione, in ritardo però. Il cambio di allenatore ha, come per magia, aperto la crisi. La sconfitta di Cesena e relativo sprofondamento in fondo alla classifica ha acceso i riflettori su una stagione che non ha mai regalato gioie. Perché se è vero che con Mariani sono arrivati due ko di fila e l’ultima posizione, all’addio di Pochesci la squadra era terzultima e dunque in piena zona retrocessione. E se Mariani non ha la bacchetta magica, non ce l’aveva neanche Pochesci...

4. Squadra corta e zero imbarcate

Abbiamo imparato che la Ternana può migliorare. Tolto il risultato identico a quello di una settimana fa la prestazione della squadra è stata completamente diversa da quella offerta al Manuzzi di Cesena. Contro l’Entella i rossoverdi sono stati più corti, ordinati nei reparti e soprattutto mai in preda alla paura. La stessa che era finita sul banco degli imputati per la sconfitta di Cesena. Al Liberati la squadra ha giocato a testa alta creando molto e soffrendo mai. Però non basta. L’ultima posizione continua a ricordarcelo. 

5. La Mantia bestia nera della Ternana

Abbiamo imparato che quando vede rossoverde Andrea La Mantia si scatena e per la Ternana si fa sempre scura. Ieri ha segnato il gol vittoria con il quale l’Entella ha espugnato il Liberati, conquistato tre punti preziosi per la corsa alla salvezza e condannato la Ternana alla seconda settimana in ultima posizione. Ma i più grandi si ricordano un altro gol di La Mantia, quello dell’1-1 nel match di ritorno dello spareggio playout tra Ternana e Foligno. Una rete che condannò la squadra allenata da Bruno Giordano alla retrocessione in Seconda Divisione poi cancellata dal ripescaggio in Prima. L’inizio della cavalcata culminata con il ritorno in B. Quindi non tutto il male viene per nuocere...