La Ternana e gli abbonamenti: un amore che stenta a sbocciare

15.05.2019 15:00 di Marina Ferretti   Vedi letture
La Ternana e gli abbonamenti: un amore che stenta a sbocciare

E' tutto pronto per la partenza della campagna abbonamenti per la stagione 2019/20, la seconda in serie C per la Ternana che sogna di riavvicinare i tifosi allo stadio iniziando a lavorare proprio sui tagliandi stagionali: prezzi più che popolari per far si che il Liberati torni ad essere il fortino che è stato, quasi un inferno per le squadre avversarie che si trovano a giocare al suo interno. Iniziativa apprezzabile senza dubbio, eppure il rapporto fra i tifosi rossoverdi e l'abbonamento per l'intera stagione non è mai decollato del tutto, nemmeno negli ultimi anni, nemmeno dopo il ritorno in serie B. 

Per mera curiosità statistica, e avvalendoci dell'aiuto del sito StadiaPostcard, siamo andati a ricercare qualche dato, qualche numero sui tagliandi stagionali staccati per ogni campionato da quello del 2011/12, partito con tanti dubbi e timori e terminato con una splendida promozione, fino ad arrivare ad oggi, il tutto condito con un tuffo in un passato ben più lontano. Tante parole, ma cosa ci dicono questi numeri? Quanti abbonamenti sono stati fatti, per esempio, l'anno del ritorno in B? E quanti per questo campionato, il primo dopo che la Ternana è di nuovo scivolata in serie C? 

Andando in ordine cronologico, soltanto per il gusto di dare un senso a questo excursus negli anni, potrebbe sembrare strano ma nel 2011/12, quando le Fere furono ripescate in Prima Divisione dopo aver miseramente ottenuto una retrocessione contro il Foligno ai playout, con una rosa allestita sul finire del calciomercato, composta da tanti giovani come giovane era l'allora Mimmo Toscano, 1537 ternani sottoscrissero l'abbonamento, un numero che come vedremo andando avanti non è molto più basso di quello raggiunto in anni meno nebulosi. L'anno successivo, al ritorno in cadetteria dopo tanti campionati bui e difficili, i tagliandi staccati furono mille in più raggiungendo quota 2594, e ancora nel 2013/14 si è arrivati a 2662, il record in questi ultimi otto campionati rossoverdi. Dal campionato di B 2014/15, nonostante la categoria mantenuta e nonostante squadre che potevano contare su giocatori di buon livello, la quota abbonati è tornata a scendere sui livelli "standard", facendo registrare variazioni di poco conto: 1695 nel 2014/15, 1729 nel 2015/16 e addirittura 1497 nel 2016/17, il punto più basso, anche più di quest'anno. Col cambio di società nel 2017/18 è tornato a crescere il numero di abbonati, pur non raggiungendo le duemila unità (ci si è fermati a 1835), mentre con la nuova discesa in C si sono comunque registrati 1720 tagliandi stagionali, un numero non negativo se si considera da quale stagione provenisse la Ternana. 

Cosa vogliono raccontarci questi dati? Semplicemente che Terni è una piazza dove l'abbonamento non è riuscito mai ad avere l'appeal che ci si potrebbe aspettare, nemmeno quando i palcoscenici erano diversi da quelli attuali. Per rendere la fotografia della situazione basta guardare al passato, quando le partite non si potevano seguire in tv e la Ternana era di fatto l'unica passione capace di unire generazioni di ternani: il primo anno di serie A, quello targato Viciani 1972/73, contò 5700 abbonati, pur avendo una media spettatori superiore alle 22000 unità, mentre il secondo (1974/75), con Riccomini in panchina, si staccarono 7744 tagliandi stagionali, con quasi 20000 persone sugli spalti ogni partita.