Ghirelli a ElevenSports: "Servono regole e rifondazioni. Il rapporto con la B va ricostruito"

06.12.2018 17:00 di Marina Ferretti  articolo letto 300 volte
Fonte: ElevenSports
Foto Lega Pro
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Ha parlato ai microfoni di ElevenSports il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, che ha affrontato diversi temi, fra cui la necessità di rifondare il mondo del calcio italiano, di dettare regole chiare e di ricostruire, in quanto Serie C, il rapporto con la cadetteria, incrinato nell'estate di ricorsi e rovesciamenti di fronte. 

"Il calcio italiano potrà risollevarsi solo se ragioniamo in un'ottica di sistema - ha detto Ghirelli - E rispettando delle regole. Regole che si traducono in scadenze precise per la presentazione dei documenti. Ci vuole inoltre una sostenibilità economica del sistema. La Serie A è l'elite del calcio italiano, ne abbiamo bisogno, meglio fanno e meglio starà il nostro sistema. Noi dobbiamo pensare ai giovani e al territorio, e per giovani intendo anche arbitri, dirigenti, non solo giocatori. Il territorio è fondamentale perché sotto a questa Italia scassata c'è un reticolo di volontariato e di valori, dati dal calcio, che porta ragazzini e ragazzine a giocare invece che stare in strada, ricordiamoci la quarta categoria. Bisogna ripartire dalle regole e dai controlli, mai più deroghe. Bisogna rimettere in moto il progetto di formazione della Lega Pro. Perché il calcio italiano ha bisogno di noi? Perché quando noi perdiamo la bussola e perdiamo nel provare a formare i giovani, la Nazionale va a picco. Si è visto. Mi auguro di sbagliare con tutto il cuore, ma ci vorranno degli anni per tornare a quei livelli. Nel 1992 la Germania era un disastro, le nostre squadre speravano di incontrare le loro in Champion's. Ora sono tra i più forti del mondo. Hanno fatto un programma di dieci anni: strutture, formazione dei giocatori. Spero che da noi sia più breve". 

E sulla Serie B, che dice il presidente della Lega Pro? "I rapporti con la Serie B? Stiamo provando a ricostruirli. Anche in questo caso ci dà una mano Gravina. E' il nuovo che avanza, e che ci obbliga a sederci intorno ad un tavolo. Ed è stato nostro presidente, noi saremo quindi gli ultimi a creargli degli ostacoli. I nostri club hanno visto stramato un diritto. E quando succede è difficile ricominciare, ma lo faremo". 

Una battuta, poi, sulla questione stadi e tifosi, che Ghirelli vuole fortemente tornino a riempire gli impianti anche della Serie C: "Ogni azione che il sottoscritto ha in testa ha un unico obiettivo, riportare i tifosi allo stadio. I ragazzi di oggi con gli smartphone in mano, non sanno di avere una squadra di Serie C. Bisogna dar loro un'emozione, un'immagine, fargli conoscere la squadra e riportarli allo stadio. Certe strutture però sono improponibili, un esempio banale: per un uomo sfruttare certe toilette degli stadi è ancora fattibile, per una giovane donna... meglio che non ci vada. Bisogna semplicemente sedersi, mettendo insieme club, leghe, banche, trovare dei finanziamenti e avere un po' di fantasia. Andare a guardare l'Europa. La Francia ha usato i finanziamenti dell'UE per ristrutturare gli stadi. Un connubbio tra Federcalcio, club e privati. Il sogno è il 2026, per avere un grande evento internazionale in Italia. Io dico a chi lavora con me, di fermarsi dieci minuti e sognare, è la carica che va messa in campo. Anche per la questione stadi".