Una crisi senza fine. La svolta non arriva, la scossa non c’è. Ma servono per forza i risultati

12.02.2019 21:27 di Ternananews Redazione  articolo letto 1491 volte
© foto di Giuseppe Scialla
Una crisi senza fine. La svolta non arriva, la scossa non c’è. Ma servono per forza i risultati

Che cosa c’è da scrivere dopo l’ennesima partita incolore di una Ternana nata – nelle intenzioni – per ammazzare il campionato e che invece si trova a perdere anche sul campo dell’ultima in classifica, peraltro in superiorità numerica dal 34’ del primo tempo. Questa squadra da quando è arrivato Calori non ha mai vinto. Ha solo fatto due punti contro Renate e Virtus Verona (attuale ultima in classifica) entrambe in casa. Ha subito due gol di media a partita. Ha perso una partita (in coppa Italia) che nel primo tempo stava vincendo. Ha giocato contro le ultime della classifica e nonostante sia passato quasi un mese (e 6 partite, di cui quindi 4 perse) ormai dal suo arrivo in casa rossoverde la squadra non ha avuto la benché minima reazione. Una squadra che dal 12 di dicembre ha vinto soltanto una volta contro il Teramo. Che ha praticamente perso contro tutti (l’altro pareggio è con la Giana Erminio, altra squadra più che coinvolta nella lotta per non retrocedere).

Non c’è stata la svolta con l’arrivo di Leone alla direzione sportiva. Non c’è stata con il cambio di allenatore. Non c’è stata neanche con la discesa in campo (di nuovo) di Bandecchi. Nessuna scossa. Stessi errori, stesso atteggiamento. E ora quando ti dicono che i playoff sono difficili ti viene da rispondere che se continua così i playoff neanche li fai.

E – ci permetta il patron – non c’entra nulla la pressione e la dichiarazione di vittoria di inizio campionato: altrimenti. Questa squadra non è seconda, terza o quarta. Questa squadra ora è 12esima, fuori addirittura dalla zona playoff. E’ vero con le solite due partite da recuperare: ma per favore non contiamole, facciamo finta di avere perso anche queste.

Il problema di questa squadra è che non gira, non gira per niente. E che tutto quello che può andare storto lo fa: gol da 50 metri, zolle sui retropassaggi, espulsioni affrettate. Ma non ce la si può prendere né con l’arbitro né con la sfiga. Questa squadra qualsiasi sistema di gioco scelga, qualsiasi interpreti abbia semplicemente non gioca. Dicevamo che fosse una questione di testa: ma questa squadra ad oggi pare non avere neanche orgoglio. Qui non si tratta solo di giocare per la maglia, come generalmente chiedono le curve di tutta Italia. Qui si chiede di giocare per non fare ogni tre giorni una figuraccia, anche per l’onore personale.

Non è possibile che una squadra come la Ternana ovunque vada prenda gli schiaffi. Non può essere colpa esclusivamente dell’allenatore di turno. Non può essere colpa di Ranucci o Bandecchi perché non hanno capito la città sin dall’inizio o perché lo scorso anno c’è stato un enorme peccato di presunzione (che poi è sfociato con la retrocessione). Purtroppo, pur cambiando praticamente tutti gli interpreti, la caduta della Ternana sembra non avere fine. E mettere un punto ora sembra l’impresa più difficile del mondo.

Le analisi (e le soluzioni) le hanno tutti in tasca. La vicenda è complessa, la soluzione non può essere una soltanto. Ma la prima risposta la deve dare il gruppo, la squadra, i giocatori. In campo. Subito.

Solo da loro può ripartire la Ternana: altrimenti sarà il più fragoroso fallimento della nostra amata Ternana.