Un punto d' oro. Ma...

23.11.2018 00:01 di Massimo Minciarelli  articolo letto 1182 volte
Un punto d' oro. Ma...

È inutile nasconderselo: quello ottenuto dalle Fere contro la FeralpiSalò è un punto d' oro!
E questo perché è giunto al termine della più brutta partita disputata dai rossoverdi in questo primo scorcio della stagione.
In verità, già in precedenza c'erano state significative avvisaglie del "leggero malessere" che, a modesto avviso di chi scrive, sembra condizionare, almeno in parte, il rendimento della c.d. "corazzata" del campionato"; ovvero una certa farraginosità degli schemi e una eccessiva lentezza dei meccanismi di costruzione del gioco.
La brutta partita di Imola, dove la Ternana ha rischiato di prenderle da una effervescente neopromossa, la prima mezz'ora della partita col Gubbio, poi sbloccata dall' episodio del calcio di rigore e, se vogliamo, la stessa partita di Fano, pur vincente, dove i rossoverdi di certi non avevano brillato, avvalorano questa impressione.
E pure in precedenza, pur alla presenza di risultati positivi, c' era stato di tutto meno che da entusiasmarsi, con la sola eccezione di Monza, dove però va ricordato che Iannarilli si era dovuto esibire in almeno 3 interventi decisivi.
Certo, sussistono tutte le attenuanti generiche e specifiche del caso, ben conosciute "urbi et orbi" e che quindi è inutile andare ad enucleare. 
Ma possono bastare per giustificare uno spettacolo assolutamente deprimente e soprattutto preoccupante  (eccezion fatta per i primi e gli ultimi 15 minuti di gara) come quello "ammirato" contro l' ottima squadra di Mimmo Toscano, la prima vera e propria candidata alla vittoria finale affrontata dai rossoverdi  (Triestina e Monza in effetti sono partite come outsider) ?
Ed è lecito nutrire almeno qualche dubbio sull'efficacia del gioco e degli schemi adottati da Gigi De Canio? Ed anche su certe sostituzioni operate dal tecnico materano?
Fermo restando che il passaggio al modulo finale 4-4-2 è stata sicuramente una scelta felice e ben pagata.
Non ci dimentichiamo che la Ternana ha una rosa composta da almeno due squadre (!), non dico di pari valore, ma sicuramente tutte e due attrezzatissime; quindi, al di là delle famose attenuanti che tutti ben conosciamo e che stanno condizionando il rendimento dei rossoverdi sin dall'inizio dell'estate, credo però che dopo 10 partite sarebbe lecito attendersi almeno un qualche progresso sotto il profilo del gioco.
Cosa che invece stenta a realizzarsi.
Certo, non si può negare che 20 punti in 10 partite siano un bottino più che considerevole, che la Ternana sia l'unica squadra imbattuta del girone, che abbia la miglior difesa, che la più che significativa "media inglese" rechi ancora il segno positivo, che con tutto quello che è successo non si poteva oggettivamente pretendere di più da questa squadra; e via discorrendo...
Ma anche il nascondersi troppo reiteratamente dietro questi pur ottimi numeri, non può e non deve escludere a priori un'analisi oggettiva su quanto fatto vedere finora dalla squadra a livello di espressione di gioco.
In realtà, da una rosa giocatori come quella a disposizione del trainer rossoverde è più che lecito attendersi prestazioni convincenti anche sotto il punto di vista tecnico e non solo sotto quello del risultato.
Sicuramente ora mi si dirà che la squadra allenata dal compianto Clagluna, trionfatrice ai tempi della gestione Gelfusa nel memorabile campionato di Serie C 1991/1992, tutto era meno che spettacolare. Anzi, per dirla come va detta, giocava un calcio sicuramente sparagnino e niente affatto eccitante, tanto è vero che solo una volta riuscì ad andare in doppia cifra di gol, esattamente contro il Barletta; per il resto, fu tutta una serie di 1 a 0 e di pareggi, con pochissime sconfitte, ma, soprattutto, con una difesa che incassò la miseria di 13 gol in tutto il campionato. Ma l'attacco ne fece solo 24...
Ma in quella squadra - in ogni caso indimenticabile -  non giocavano certamente attaccanti del calibro di Marilungo, Vantaggiato, Furlan, Nicastro, Frediani, Bifulco e quel Butic che tanto mi piacerebbe vedere in campo più spesso; non c'erano centrocampisti tipo Defendi, Vives, Salzano e Altobelli, con tutto il rispetto per i protagonisti di allora, mancavano esterni difensivi del calibro di Lopez e Fazio e centrali di assoluto spessore come Diakitè, Bergamelli e Gasparetto. Quanto al portiere... beh... Di Sarno era sicuramente più che affidabile, ma Iannarilli è semplicemente un fenomeno.
Insomma, tutta gente che potrebbe fare la sua bella  figura come minimo in serie B.
Motivo per cui (perlomeno per adesso) non ce la faccio proprio ad accontentarmi della pur ottima classifica delle nostre amatissime Fere, dalle quali, invero, è lecito attendersi molto, ma molto di più.
Magari ci vorrà ancora del tempo. Sicuramente bisognerà aspettare il rientro di Vives e l'ottimizzazione della condizione di Altobelli.
Certamente non può non farsi sentire la fatica di tanti impegni troppo ravvicinati.
Ma ora, dopo le partite contro la rivelazione Imolese e la "candidata" Feralpi Salò, i rossoverdi se la dovranno vedere nell'ordine contro tre delle maggiori accreditate alla vittoria finale: il Pordenone lunedì sera, poi, in casa in rapida successione, il Vicenza e l'attuale prima in classifica, la Fermana, con l'intermezzo casalingo del recupero infrasettimanale con il Rimini.
Un calendario da far letteralmente tremare i polsi!
Riusciranno i nostri eroi a tenere banco, o meglio... a tenere duro e a consolidare o, quantomeno, a mantenere l'attuale più che promettente posizione in classifica?
In fondo, la squadra c'è, l'allenatore pure e, torno a ripetere, il punto conquistato contro la più che temibile squadra del "Cannibale" rappresenta veramente oro colato, dato quello che si è visto in campo su di un fronte e sull'altro.
Quindi, nel "monday -match" di lunedì sera contro il Pordenone di un altro ex, l'ottimo Attilio Tesser, altra seria candidata alla vittoria finale, cerchiamo di andar su senza troppe remore e con la consapevolezza di essere sicuramente superiori a tutti.
Se il calcio non è matematica, al di là delle più o meno condivisibili osservazioni oggettive che mi sono permesso di fare in questo editoriale, non ci sarà nessun problema a tornarsene a casa con un risultato positivo!
Almeno lo spero...