Ternana in caduta libera o, usando un gergo proprio dell’ippica, in rottura prolungata. Il senso non cambia perché la squadra in poche giornate, quando avrebbe dovuto spiccare il volo e completare la manovra di avvicinamento alla testa della classifica è letteralmente implosa, ripiegandosi su se stessa. Non segna più e nemmeno crea le occasioni da gol che riusciva a produrre in passato; in aggiunta stavolta ci ha messo pure un paio di svarioni difensivi che hanno regalato gol e partita al Francavilla. E con un tecnico discutibile, questa volta, per le scelte fatte prima e durante il confronto (vedi Verna centrale con Palumbo mezzala sinistra poi sostituito nonostante fosse stato il meno peggio dei rossoverdi) Quarta sconfitta interna stagionale. Troppe per chi ha come obiettivo la promozione, troppe anche per una squadra che ha fatto molto meglio in trasferta che in casa. Una squadra che ha vinto i confronti diretti soltanto con il Potenza ma che sta buttando nella spazzatura la stagione fallendo gli appuntamenti contro le squadre di bassa classifica.

Insomma, oggi non c’è un solo elemento capace di portare il sorriso in un ambiente che pure aveva festeggiato l’accesso alla finale di Coppa Italia andando a salutare la squadra al rientro da Catania.

In momenti come questi il calcio di solito produce notizie, decisioni anche drastiche. Stefano Bandecchi, il presidente, ha deciso invece di non decidere. Certo non le ha mandate a dire a Gallo e alla squadra nel chiuso dello spogliatoio però ha rinnovato la fiducia al tecnico chiamando all’assunzione delle proprie responsabilità anche i giocatori.

Lui si aspetta, e lo fa ormai da parecchio tempo, una reazione, un’impennata d’orgoglio della squadra. La trasferta di Catania e il Bari in casa, prima ancora della finale d’andata di Coppa Italia, sono le tappe fissate per l’attesa reazione. Altrimenti...Già, altrimenti arriveranno con ogni probabilità le decisioni che in passato non gli hanno fatto difetto e alle quali sta pensando da tempo.

In conferenza stampa il tecnico, Fabio Gallo a chi gli chiedeva spiegazioni sul crollo di rendimento della squadra ha risposto che lui un’idea ce l’ha “ma siccome è la mia me la tengo”.

Modo singolare di confrontarsi. Un modo che apre a mille ipotesi. La più gettonata è quella che porta il pensiero ad un separato in casa. Ad un tecnico che magari avrebbe gradito qualche movimento in più sul mercato di gennaio, che di sicuro non ha apprezzato le tante bacchettate che gli ha riservato il presidente via social sommati a quelli dispensati in qualche intervento telefonico in trasmissioni televisive.

La sensazione è che Gallo si senta solo anche se il presidente, oltre ad avergli prolungato il contratto, ha continuato a confermargli la propria fiducia chiedendo però con forza una reazione indispensabile per affrontare Coppa e play off nel migliore dei modi.

Una situazione singolare anche per la collocazione temporale, ovvero nel momento decisivo della stagione, che non aiuta certo a rasserenare gli animi, a fare chiarezza, a diradare la confusione che si nota in campo e fuori.

La speranza è che alla fine paghi la strategia del presidente, che la squadra si riscatti in fretta e che tutto torni a funzionare al meglio visto che ancora la stagione non ha sbattuto la porta in faccia alla Ternana.

Nel caso peggiore, ovvero con la Ternana incapace di cambiare passo sin da domenica a Catania è davvero difficile immaginare che Bandecchi continui a parlare di riflessioni, di prese di coscienza, di assunzione di responsabilità e via dicendo. Qualche tempo fa a chi gli chiedeva notizie sul futuro di Gallo rispose che se non si fosse dimesso il tecnico lui non l’avrebbe cacciato.

Parole facili da interpretare, difficili da smaltire per il destinatario della missiva.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 18 Febbraio 2020 alle 00:00
Autore: Massimo Laureti
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