È difficile provare a parlare di calcio in un momento così drammatico, così complicato per tutti noi.

Un momento (che purtroppo sarà  verosimilmente bello lungo) in cui tutte le nostre abitudini di vita sono state sconvolte, a cominciare da quelle più basilari, fino ad arrivare a quelle più effimere, come la passione sportiva.

Ed è ancora più difficile se si tratta di affrontare argomenti tutt'altro che allegri, speranzosi e forieri di favorevoli auspici come nel caso della nostra Ternana.

Ma bisogna sforzarsi di essere più "normali" possibile, sia pure in un contesto come quello che stiamo vivendo, dove tutto contribuisce a dismisura a renderci l'esistenza difficilissima, al limite dell'invivibilità.

Motivo per cui, andiamo avanti e proviamo ad analizzare le ultime novità in casa rossoverde, a cominciare dalla decisione di Stefano Bandecchi di confermare al loro posto l'allenatore Fabio Gallo e il D.S. Luca Leone.

Si era parlato di possibili ribaltoni, di successori in panchina o nel ruolo di direttore sportivo, dell' ennesima fine d'inverno travagliata, come ormai da un po' di tempo a questa parte si verifica puntualmente dalle nostre parti.

Addirittura Leone aveva già provveduto a presentare le proprie dimissioni, che però sono state rispedite prontamente al mittente da Bandecchi.

Erano pure circolati nomi più o meno appetibili di successori in panca o, addirittura, si era parlato di "ritorni" di personaggi che certo non avevano lasciato un'ottimo ricordo nella loro esperienza ternana.

Nulla di tutto questo.

Il Patron-Presidente, dopo un'attenta riflessione e con autentico colpo di scena, ha confermato al proprio posto tutto lo staff tecnico, nella speranza che questo possa contribuire in qualche maniera a ricreare all'interno del gruppo quell' unità di intenti che sembra ormai essere stata smarrita da tempo.

E, invero con gesto molto signorile, Fabio Gallo ha rinunciato al secondo anno di contratto, facendo quindi capire che lui non è uno che guarda al cadreghino, ma alla sostanza.

Bene: se son rose fioriranno, visto che tra l'altro la primavera si avvicina a grandi passi; anche se mai come quest'anno sembra essere una "maledetta primavera".

Certo è che, quando (e soprattutto "se") i campionati riprenderanno, sarà il caso di dare seguito concreto a questo autentico patto di non belligeranza, cercando di cancellare quanto di "pessimo" è stato espresso dalle Fere dalla fine di gennaio ad oggi, per cercare di affrontare i play-off, se play-off saranno (e sempre... se si faranno), con una ritrovata condizione, non soltanto fisica, ma soprattutto mentale.

Perché questo è stato, almeno a modesto avviso del sottoscritto, il motivo cardine dell'incredibile crisi che ha colpito la Ternana negli ultimi tempi; una più che verosimile "crisi d'identità" tale da trasformare una formazione in grado di poter addirittura lottare per il passaggio diretto in serie B, in quel simulacro di squadra tanto simile a quella disgraziatissima "ammirata" (si fa per dire) nel girone discendente della passata stagione.

Un durissimo lavoro grava, pertanto,  sia sulle spalle di Gallo che su quelle di Leone.

Un intervento drastico di ricostruzione che, oltretutto, subisce e subirá l'inevitabile stop provocato da questa malefica pandemia che ci sta attanagliando. 

Ma quello che accadrà, come dicono giustamente Mogol e Battisti, "lo scopriremo solo vivendo"...

Ed ora lasciatemi concludere questo editoriale con un caloroso in bocca al lupo per tutti voi.

Siate ligi a quelle disposizioni che ci sono state imposte, perché questo è l'unico sistema certo per uscire dal casino nel quale ci siamo ficcati!

E anche se per un po' ci mancherà terribilmente anche quel pallone che "cuzzola" sul campo, teniamo duro!

Nella speranza che presto ci si possa ritrovare tutti fuori dalle nostre case e, soprattutto, nel nostro amatissimo Stadio Liberati per tifare con la massima passione - comunque in ogni caso - quei colori dei quali siamo perdutamente innamorati.

Forza! Ce la faremo !

Sezione: Editoriale / Data: Ven 13 Marzo 2020 alle 00:00
Autore: Massimo Minciarelli
Vedi letture
Print