Dopo la sconfitta di Reggio Calabria la Ternana è arrivata al "punto di non ritorno", ovvero a quel momento del campionato in cui non è più possibile tornare indietro, magari per ovviare agli errori commessi (specie negli ultimi tempi), ma dove bisogna necessariamente prendere atto della situazione tutt'altro che brillante e provare ad andare avanti. 

Salvando possibilmente il salvabile.

Il modesto spettacolo offerto dai rossoverdi al Granillo nello scontro che in teoria avrebbe dovuto rappresentare il "punto di svolta" del torneo, ha contribuito a smorzare in maniera sensibile l' entusiasmo attorno alla Ternana, provocando nel contempo reazioni tutte improntate alla critica più accesa, ancorché assai realistica.

Nessuna attenuante per un  undici apparso amorfo, molliccio, poco convinto, assolutamente non pericoloso e anche mal messo in campo.

E non valgano come scusante della pessima prestazione offerta dai rossoverdi i pur grossolani errori del "solito" arbitro sulla strada delle Fere, vedi il rigore piuttosto evidente negato a Partipilo in chiusura del primo tempo e alcune altre decisioni discutibili assunte dall' ennesimo mediocre direttore di gara  (negare in ogni caso questa evidenza dei fatti equivale a "ipocrisia").

La Ternana in verità ha giocato poco e male, al cospetto di una squadra apparsa tutt'altro che straordinaria, ma che ha saputo imporre alla gara i suoi ritmi e la sua potenza fisica, grazie anche alla carica formidabile  che Mimmo Toscano ha saputo trasmettere ai suoi giocatori.

Quella "carica" che, purtroppo, Fabio Gallo ha dimostrato ancora una volta di aver lasciato negli spogliatoi, come spesso è accaduto quest'anno in occasione dei confronti diretti (Bari, Monopoli, Reggina) ed anche in diverse occasioni casalinghe.

Con questo non voglio dire che il cammino della Ternana fino a questo momento non sia stato comunque più che sufficiente; certo, comunque, non è stato nemmeno eccezionale.

Troppo poco per sognare di salire direttamente in serie B, come proclamato dai vertici societari e come sperato fino a lunedì sera.

Quindi, almeno per quest'anno, saranno solo play-off, ovvero un autentico campionato nel campionato che assomiglia più che altro a un terno al Lotto.

Pure le polemiche esternazioni di Stefano Bandecchi subito dopo la fine della partita di Reggio, lasciano non poco perplessi su quello che potrebbe essere il futuro immediato della Ternana, con precisi riferimenti anche in ordine alla posizione dell' allenatore.

A mio modo di vedere, diventa quindi determinante la partita di oggi in quel di Catania per il ritorno della semifinale di Coppa Italia.

Come dire che un' eventuale estromissione della Ternana dalla competizione che, se vinta, garantirebbe ai rossoverdi una posizione di vantaggio nei play-off, potrebbe invece aprire scenari assolutamente inimmaginabili, dato il focoso carattere del Patron-Presidente.

Saranno riusciti tecnico e squadra nel breve volgere di due giorni a ritrovare quella concentrazione e quella serenità necessarie per portare a casa almeno il biglietto per la finale di Coppa (da  disputare contro la Juventus Under 23... che solo a pronunciarne il nome mi viene la pelle d'oca...)?

Oppure bisognerà puntare esclusivamente al terzo posto, visto che la piazza d' onore è già stata bella che prenotata dal Bari?

E se, invece, fosse iniziata una sgradevole parabola discendente... tipo quella dell'anno scorso, visto che da qualche partita a questa parte la squadra sembrerebbe aver ripreso lo stesso andazzo?

Sono tutti quesiti che attendono una risposta, possibilmente positiva, dal Massimino di Catania a partire dalle ore 15 di oggi pomeriggio, nel momento in cui la Ternana si troverà ad affrontare una squadra che sembra aver assimilato piuttosto bene il verbo di Lucarelli; il quale mister, dal canto suo, non fa mistero di puntare dritto alla "remuntada", chiamando a raccolta il pubblico etneo per cercare di salvare una stagione fino a questo momento assolutamente deficitaria per i rossoblù catanesi.

Non sarà quindi una passeggiata, nonostante il doppio vantaggio maturato nella partita di andata.

Staremo a vedere.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 13 Febbraio 2020 alle 00:01
Autore: Massimo Minciarelli
Vedi letture
Print