La salvezza ancora non c’è: e già questo è un dato…

20.04.2019 18:45 di Ternananews Redazione   Vedi letture
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La salvezza ancora non c’è: e già questo è un dato…

Continua la striscia senza vittorie. E da oggi la Ternana è rimasta l’unica squadra in tutta Italia a non aver vinto neanche una partita nel 2019 (ovvero nel girone di ritorno). Addirittura il retrocesso Chievo è riuscito nell’impresa, andando a vincere a Roma contro la Lazio. Forse perché liberati mentalmente dal fardello di una stagione più che negativa hanno risposto in quel modo sul campo.

Alla Ternana questo non è successo, non ancora. Mancano due giornate alla fine del campionato, e la Ternana ancora non è salva. 40 punti. Una volta si diceva che a 40 c’era la salvezza, quindi addirittura si potrebbe “festeggiare”. Invece l’Albinoleffe, l’ultima squadra che andrebbe a fare i playout, è a 3 punti e mentre scriviamo ha una partita ancora da giocare (contro il Monza, alle 20.30). Quindi potrebbero essere anche meno. E’ vero che in mezzo ci sono altre tre squadre, fra cui il Teramo con cui la Ternana chiuderà questo anno terribile, ma visto il momento non c’è da fare affidamento su nulla. Anche perché pure il Teramo deve giocare ancora e potrebbe appaiare la Ternana o addirittura superarla dovesse far risultato in casa contro la VisPesaro.

Diamo per scontati i tre punti. Tre punti e due partite. Tre punti che potrebbero diventare due. Un piccolo tesoretto, esiguo, visto lo stato rossoverde da gennaio ad oggi. Che la Ternana non sa amministrare ma che almeno ha.

Chiudiamo questo campionato terribile, chiudiamolo per favore. Chiudiamolo con la salvezza. Una parola che se fosse stata pronunciata ad inizio anno, chiunque l’avesse detta sarebbe stato portato all’ospedale per un colpo di calore. E invece ora – ma questo non sembra che tutti l’abbiano capito – si rischia veramente. Non è uno scherzo: la Ternana a due giornate dalla fine ancora non è salva.

Mai avremmo potuto pensare di aspettare il risultato delle avversarie: dell’Albinoleffe, del Teramo.

Ma bisogna fare necessariamente i conti con la realtà. I motivi di questo girone di ritorno, di questo tracollo sono ovunque. Non ci sembra il caso ora di dover puntare il dito contro qualcuno: anche perché la spiegazione durerebbe più di qualche riga e coinvolge (più o meno direttamente, con gradi di intensità diversa) tutti i protagonisti di questo anno. E non vale neanche la pena: visto che già i diretti interessati ci avranno pensato senza aver trovato una soluzione.

Ecco perché va chiuso il prima possibile. Ogni settimana viviamo l’illusione che può essere la volta buona per tornare alla vittoria. E ogni settimana abbiamo l’effetto rebound contrario: arriva sempre una delusione. Una volta per errori clamorosi sottoporta, altre volte per prestazioni al di sotto della sufficienza da parte dei protagonisti attesi. Non c’è stata mai continuità, in questa squadra. Né nelle prestazioni, né ne singoli. Non si è mai cambiato pagina, nonostante i tentativi di dargli un’anima. Questa squadra un’identità non ce l’ha mai avuta appieno. E questo ha pesato, ha influito eccome. Purtroppo ha pesato sui risultati, ha pesato sull’amore di noi tifosi.

Per questo chiediamo la salvezza: per buttare tutto alle spalle. Per cominciare tutto da capo, con basi rinnovate la prossima stagione. Sembra un ritornello anche il nostro, ma sono mesi che viviamo nella stessa condizione. Nel limbo di chi non sa cosa sarà del proprio futuro.

Abbiamo sperato fino alla fine in un sussulto d’orgoglio da parte della squadra, almeno in una salvezza senza troppi patemi. Abbiamo dato responsabilità a chiunque (e la verità è che chiunque le ha, in maniera diversa ovvio): ora aspettiamo soltanto che finisca quest’incubo. Per premere il tasto reset. Ovunque esso sia.