Bandecchi ci mette la faccia. Che sia l’inizio di un chiarimento

 di Redazione TernanaNews  articolo letto 1628 volte
Bandecchi ci mette la faccia. Che sia l’inizio di un chiarimento

 

Metterci la faccia non è mai scontato. Conoscersi, confrontarsi, avere la possibilità di esprimere il proprio punto di vista. Chiarire alcuni passaggi di questi primi mesi di gestione in un momento estremamente delicato.
Bandecchi torna a Terni per parlare direttamente con la piazza, con la città. Senza nascondersi, senza trincerarsi dietro un comunicato o un’intervista. Viene di persona, conscio che sarà oggetto di critiche, ma senza paura. Immaginiamo per la coscienza libera, visto che sicuramente ha fatto degli errori, ma altrettanto certamente li ha commessi in buona fede.
Partiamo dall’inizio: sbaglia chi fa. Bandecchi ha sicuramente creato delle aspettative eccessive rispetto a quello che aveva comunicato all’inizio e si è certamente lasciato condizionare dai rapporti personali e dalla poca esperienza nel campionato di serie B per alcune decisioni pratiche nella gestione di questa stagione.
Ci auguriamo che venga per offrire una mano tesa, per cercare di ammorbidire i toni della critica, per cercare di far capire ai tifosi (non certo quelli prevenuti) che l’obiettivo deve essere comune: salvare la categoria e tornare insieme a progettare il futuro.
Non abbiamo motivo di pensare che non sia così. Che spieghi i motivi del suo investimento a Terni, della filosofia alla base della sua attività imprenditoriale applicata anche alla Ternana, al suo rapporto con Pochesci e Mariani.
Parlare aiuta sempre, il dialogo non può che essere il modo migliore per superare il momento di crisi e conoscersi.
Anzi invitiamo più spesso Bandecchi a venire a Terni, non solo per parlare con la squadra. Ma per confrontarsi con la città, con i tifosi. Per far capire che il primo tifoso, visto che non abbiamo dubbi sia così, è lui.
Le tante domande che stanno arrivando al patron al nostro indirizzo ternananews@gmail.com stanno a testimoniare quanta voglia ci sia di capire come stanno le cose. E che la maggioranza dei tifosi è si arrabbiata ma altrettanto educata e civile.